Svolta nel caso Saman: “Lo zio ha rivelato dov’è il corpo di Saman”

Un anno e mezzo di silenzi, di tentativi di depistaggio. Ma alla fine avrebbe parlato. Sarebbe stato Danish Hasnain a condurre gli inquirenti nel luogo dove sarebbe stata occultata la nipote Saman Abbas.

Lo riferisce Quarto Grado: Danish, ritenuto l’esecutore materiale del delitto d’onore, è stato accompagnato a Novellara dalla polizia penitenziaria del carcere di Reggio Emilia. Qui, nella cittadina in cui gli Abbas vivevano e lavoravano, avrebbe indicato i pressi del casolare abbandonato dove con Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq avrebbe scavato una buca e occultato il corpo della nipote.

La notizia è stata confermata da fonti qualificate. Le operazioni di recupero dei resti sono iniziate ieri e proseguiranno oggi: all’opera carabinieri e vigili del fuoco. Saman era scomparsa la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2021. Da subito gli inquirenti si sono concentrati sull’ipotesi dell’omicidio: la 18enne pakistana si era opposta al matrimonio forzato con un cugino più vecchio.

Quarto Grado era stato già nei pressi di quel casolare abbandonato, come pure la trasmissione Chi l’ha visto?, anche perché gli inquirenti vi erano già stati durante le ricerche dell’estate 2021. Quarto Grado aveva reso noto che “il rudere non fosse stato ispezionato in maniera approfondita. Le ricerche della struttura infatti erano particolarmente difficoltose per la stratificazione ultra decennale di detriti, tanto che una successiva ispezione dei carabinieri con i vigili del fuoco aveva dato esito negativo”. Chi l’ha visto? aveva trasmesso le immagini il 6 maggio 2022 e inviate alle autorità competenti.

Il casolare, molto vicino all’abitazione in cui soggiornavano gli Abbas, conterrebbe delle stanze ancora integre, con il pavimento e il tetto, mentre in altre, a cielo aperto, la vegetazione avrebbe avuto la meglio. Il luogo era solitamente utilizzato da Danish e dai parenti per incontrarsi e bere alcolici, proibiti dalla religione islamica. In una di queste stanze, senza pavimenti e con detriti molto stratificati, sarebbe stata scavata la buca profonda 2 metri, ovvero i celebri 6 piedi sottoterra che si scavano solitamente per seppellire qualcuno.

Questa svolta importante non ha a che fare con l’arresto in Pakistan di Shabbar Abbas, padre di Saman. Nella giornata di ieri il procuratore di Reggio Emilia Gaetano Calogero Paci aveva infatti seccamente smentito: “Non c’entra assolutamente nulla”.

La svolta sarebbe quindi giunta “grazie alle attività che non sono mai venute meno da parte dell’Arma dei carabinieri, con il coordinamento della Procura l’area di interesse è stata sottoposta a ulteriori controlli e verifiche”. Ma la procura si è mossa in maniera assolutamente cauta: non ha ancora confermato che i resti appartengano davvero a Saman.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.