Orrore a Kherson, trovati 700 corpi. Zelensky: “Pace? Mosca vuole una tregua per recuperare le forze da usare contro di noi”

La guerra in Ucraina, giunta al suo 270 giorno, inasprisce azione e linguaggio. Zelensky non crede nella pace con Mosca. Con i russi smentiscono nei fatti tentativi di mediazione mentre sparano sui civili e bombardano i territori liberati. Lì dove, per esempio a Kherson, da cui i soldati di Mosca si sono ritirati la settimana scorsa, proprio come nelle zone di KharkivDonetsk e Kherson, il Kiev Independent, che cita il procuratore generale Andriy Kostin, riferisce del ritrovamento di oltre 700 cadaveri in quelle aree martoriate. E il 90% dei corpi sono di vittime civili. Nella regione di Kherson, che l’esercito russo è tornato a bombardare. In città in cui i militari russi hanno sparato contro un punto di distribuzione di aiuti umanitari, su cittadini che prendevano il pane.

E non è ancora tutto. Perché sempre dalla stessa fonte del Kiev Independent si apprende che nella notte i russi hanno attaccato una zona residenziale di Nikopol, in Ucraina, provocando il ferimento di un uomo di 59 anni. Le granate russe avrebbero colpito 20 edifici residenziali, condotte del gas e line elettriche, causando tre incendi. Intanto la società elettrica di Kiev ha lanciato un disperato appello a tutti gli ucraini: «Chi può vada via dal Paese. Serve luce agli ospedali»…

Ma mentre la guerra imperversa e l’inverno infuria, i tentativi di avvio di una possibile trattativa di pace non decollano ancora. «La Russia sta cercando un’opportunità per raggiungere una “breve tregua” per riprendere forza: quindi la guerra non finirà in questo modo», ha detto ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un discorso all’International Security Forumdi Halifax.

Ribadendo, ancora una volta, che «la cessazione della guerra di per sé non garantisce la pace – ha affermato Zelensky, respingendo ogni ipotesi di concessione sul territorio ucraino o sulla sovranità in cambio della fine delle ostilità –. La Russia ora cerca una breve tregua per recuperare le forze. Alcuni potrebbero definirla la fine della guerra. Ma una tale tregua non farà che peggiorare la situazione», ha sostenuto il leader ucraino.

Un discorso, quello di Zelensky, ribadito e concluso a stretto giro da una dichiarazione su Twitter del consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, che recita: «L’Ucraina non si inginocchierà davanti ai russi. Non è una questione di politica. È una questione che riguarda la nostra esistenza». Respingendo in tal modo quelle che ha definito «teorie del complotto» sulla resa del suo Paese.

Evidente, insomma, che i tentativi dell’Occidente di spingere l’Ucraina a negoziare con Mosca dopo una serie di importanti vittorie militari di Kiev sono ancora in alto mare. Podoliak li definisce addirittura “bizzarri”. Li parametra a «una richiesta di resa» che significherebbe – a detta del consigliere presidenziale ucraino – «che il Paese che attacca. Che recupera i suoi territori. Deve capitolare davanti al Paese che sta perdendo»…

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.