Partorì figlio con allievo 13enne. 6 anni e 5 mesi di carcere alla Prof per atti sessuali

È stata condannata a 6 anni e 5 mesi di pena l’operatrice sanitaria di Prato che ebbe un figlio da un allievo 13enne a cui impartiva lezioni di inglese. Il marito della 34enne, che si era attribuito la paternità del bambino rischiando una condanna per falsa attestazione di stato, è stato assolto con formula piena. Disposta inoltre la provvisionale in favore della parte offesa di 30mila euro e di 10mila euro a entrambi i genitori.

fatti risalgono a due anni fa. La donna, al tempo 32enne, ebbe un figlio dall’allievo a cui dava ripetizioni di inglese durante l’orario pomeridiano. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Prato e coordinata dai pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, nacque da una denuncia dei genitori del ragazzo che furono informati dell’esistenza di una relazione tra l’insegnante e il loro primogenito. Il marito dell’operatrice sanitaria si attribuì la paternità del bambino ma la prova del Dna accertò l’affinità genetica col 13enne. Durante il processo di primo grado la donna fu condannata a 6 anni e 6 mesi di pena per atti sessuali e violenza sessuale per induzione su minore. Il coniuge, invece, incassò una condanna a 1 e mezzo di reclusione per falsa attestazione di stato. Secondo la procura, l’uomo aveva dichiarato di essere il papà del bimbo pur sapendo, in realtà, che fosse stato concepito dalla moglie con l’allievo.

Quest’oggi, la Corte di Appello di Firenze ha condannato la 34enne di Prato a 6 anni e 5 mesi di pena seppur assolvendola dall’accusa di violazione di domicilio per una visita compiuta a casa del minore all’epoca dei fatti. La procura generale, col sostituto Pietro Ferrante, aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado con un aggravio di tre mesi di condanna per l’imputata. I difensori, gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, avevano chiesto l’assoluzione per la loro assistita. Il marito della 34enne, invece, è stato assolto con formula piena. “Siamo contenti per il risultato di un padre che non ha fatto altro che regalare il suo amore per un neonato – hanno commentato all’uscita i due legali -. Certamente ci aspettavamo qualcosa di più per la moglie, siamo in attesa delle motivazioni. Siamo convinti della bontà della nostra ricostruzione e faremo ricorso in Cassazione”. Stamattina in aula erano presenti entrambi gli imputati. Le motivazioni della sentenza saranno disponibili tra 90 giorni

Pubblicato da edizioni24

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