Napoli, dilagano i fenomeni di bullismo: tredicenne ferito alla schiena in classe. Due mesi fa un altro caso nella stessa scuola

Un ragazzino di 13 anni è stato ferito alla schiena con un’arma da taglio in una scuola media di Melito, in provincia di Napoli. Il fatto è avvenuto intorno alle 14 nella scuola “Marino Guardano”. Non è ancora chiaro quale sia stato lo strumento utilizzato per il ferimento.

Il giovane è stato trasportato all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove gli sono stati applicati tre punti di sutura. La ferita sarebbe lieve, ma la prognosi non è stata ancora sciolta. Il 13enne non è comunque in pericolo di vita. Sono in corso indagini dei Carabinieri della tenenza di Melito.

Presso lo stesso istituto scolastico di Melito, due mesi fa, si è verificato un altro episodio di cui si sono occupate le cronache: l’aggressione, nel bagno della scuola, di una bambina di 11 anni da parte di una coetanea, che l’avrebbe colpita alle spalle dicendo poi di avere sbagliato persona. Vicenda che ha comunque destato grande preoccupazione tra alunni e genitori.

Manuela Del Frate, presidente Associazione “Diamoci un Peso“, dopo quest’ennesimo caso commenta: “E ci risiamo… L’ennesimo atto di violenza a carico di un alunno del plesso dove appena 2 mesi fa, circa, fu aggredita “per sbaglio” una ragazzina mentre era in bagno.Qualsiasi “arma” sia stata usata è comunque grave che, ancora una volta, si ha notizia un fatto grave, un’aggressione gratuita commessa con violenza da un ragazzino che, molto probabilmente, a sua volta ha bisogno di essere aiutato. Da genitori capiamo il malessere che possono avere i giovani d’oggi e dobbiamo fare di tutto perché vengano aiutati concretamente. Bisogna che si prendano i giusti e doverosi provvedimenti perché siamo stanchi davvero di aver paura di mandare i nostri figli a scuola, luogo che, dopo casa, dovrebbe essere quello più sicuro per i nostri ragazzi”.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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