Migranti, Papa Bergoglio sposa la linea di Giorgia Meloni: “La Ue non può lasciare sola l’Italia”

“Il nuovo governo incomincia adesso, io sono qui: gli auguro il meglio. Io sempre auguro il meglio ad un governo perché il governo è per tutti e gli auguro il meglio perché possa portare l’Italia avanti”. Il messaggio di Papa Bergoglio, sul volo di ritorno dal Bahrein, come riporta Vatican news, è sincero e ottimistico nei confronti del nuovo governo Meloni. Il suo invito alle forze politiche è alla collaborazione. “A tutti gli altri che sono contrari al partito vincitore – ha detto – che collaborino con la criticità, con l’aiuto, ma un governo di collaborazione, non un governo dove ti muovono il viso, ti fanno cadere se non ti piace una cosa o l’altra. Per favore io su questo chiamo alla responsabilità. E’ giusto che dall’inizio del secolo fino ad ora l’Italia abbia avuto 20 governi? Finiamola con questi scherzi”.

Ma è sul tema dei migranti che Papa Bergoglio sposa la linea del governo, sulla necessità che l’intera Europa si faccia carico del fenomeno. “La vita va salvata in mare. E il mediterraneo è un cimitero”, sono le parole del Pontefice “La politica per ora dei Paesi – è stata di salvare le vittime e questo governo – l’apertura di credito – ha la stessa politica. Non lo conosco ma ha fatto sbarcare bambini e donne, ho sentito nelle ultime ora o almeno l’intenzione c’era. Ma l’Italia e questo governo, o anche un governo di sinistra, non possono fare nulla senza l’accordo a livello europeo e la responsabilità europea”.

Bergoglio, sui migranti, ha ribadito che “il principio è che vanno accolti accompagnati e promossi e integrati. Se non si possono fare questi passi non è buono. Ogni governo della Ue deve mettersi d’accordo su quanti migranti può ricevere. Al momento sono quattro i Paesi che li accolgono: Cipro, Grecia. Italia e Spagna. Poi Polonia dentro. La vita va salvata in mare. E il mediterraneo è un cimitero. Ho letto un libro in spagnolo che si chiama hermanito: è la storia di un ragazzo dell’Africa che seguendo le tracce del fratello è arrivato in Spagna. Cinque schiavitù subito prima di arrivare in Spagna. Lo portano di notte con le barche e se non vogliono salire ,’pum pum‘, dittature che fanno con la gente. E poi rischiano di morire in mare”.

A proposito di “salvataggi umanitari”, sono 144 i migranti – donne, malati e circa 100 bambini non accompagnati – fatti sbarcare dalla nave Humanity 1, della ong ‘Sos Humanity’, entrata ieri sera nel porto di Catania. “Umanità e fermezza”, aveva spiegato ieri il ministro della Difesa Crosetto, a proposito della linea del governo sull’arrivo dei migranti, nel segno dell’aiuto a chi è in pericolo o fragile e del respingimento per chi viene trasportato dai taxi delle Ong nel paese più vicino, l’Italia.

Dopo l’ispezione delle autorità italiane, come previsto del nuovo decreto, sono state fatte scendere solo persone fragili, donne e bambini. A bordo restano quindi 35 persone, e non 24 come appreso precedentemente. Ma la nave della Ong non vuole obbedire alle norme italiane e lasciare il porto di Catania.  “I naufraghi rimasti a bordo – dice il capitan – sono in uno stato depressivo e di apatia, siamo profondamente preoccupati per la loro salute mentale. E’ difficile riuscire a spiegargli quello che sta succedendo ed è qualcosa che io stesso non riesco a capire perché è contro le leggi”.

Intanto, la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sulla possibile presenza di scafisti sulla nave Humanity. Le indagini della squadra mobile mirano ad individuare eventuali componenti dell’equipaggio delle due barche soccorse dalla Ong nel Mediterraneo.

Pubblicato da edizioni24

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