[Esclusiva ith24] Gigante, nome in codice: “Calcagni è un uomo di razza, un esempio per tutti noi. Lo Stato ha perso, ma il nuovo governo fatto di “Patrioti”, premia il merito, tutto può cambiare”

By Bryas Luce

Riceviamo e Pubblichiamo

Mi costa caro non poter firnare questo articolo. Ma non posso non scrivere, attraverso ith24 nel quale compare una ‘Rubrica’ dedicata interamente al Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano Carlo Calcagni, ciò che penso della sua vicenda. Lo Stato Maggiore non può permettersi di perdere uno dei suoi uomini migliori sol per non creare espedienti. Ma sbaglia. Il motto: “Sì parte insieme, si torna insieme” non deve essere solo uno slogan da sventolare prima di una missione. Anche perché mai, un soldato, avrebbe lasciato solo un fratello sul campo di battaglia. Spesso però, accade. Ma mai tra commilitoni. Questo avviene dall’alto. Quando bisogna tutelare le casse sulla pelle di chi è in prima linea.

Molti si chiederanno chi io sia, non importa. E non vorrei mai presentarmi. Perché non esiterei un sol secondo se solo mi venisse chiesto dalle autorità. Il mio messaggio vuole solo dire “grazie”. Grazie a te fratello Carlo Calcagni per quello che fai. Per quello che rappresenti, me compreso. Tutti i giorni. Senza mai arretrare. Avresti potuto gridare allo scandalo, non l’hai fatto. Ti sei limitato solo a denunciare un fatto. Una ingiustizia. Perché? Questo dubbio forse rimarrà segreto. Segreto come il mio nome. Segreto come tanti altri a cui lo Stato Maggiore ha girato le spalle. Uomini e donne che hanno dato la vita, finiti finanche nelle patrie galere, per non consentire più loro di nuocere.

Un vodka Martini: agitato, non mescolato. Tutti noi, una volta nella vita, abbiamo sognato di vivere come James Bond e di trascorrere lunghe notti all’interno di un casinò giocando a Baccarat e fumando miscele di tabacco accuratamente selezionato. O, per chi non tollera il fumo e il gioco, di sfrecciare su una Aston Martin DB5 e di svegliarci su spiagge tropicali accanto alla Bondgirl di turno. Questa, però, è solo la scorza, la parte più esterna (e non sempre concessa), della vita di chi serve lo Stato. Basti pensare che il Colonnello Carlo Calcagni prima di uscire allo scoperto per la sua malattia, recuperava corpi, vivi, morti o maciullati nei Balcani. Gli smoking e l’avventura sono da film 007, nella vita reale invece lo sono i sacrifici del Colonnello Carlo Calcagni, il suo spirito di adattamento e, soprattutto, la sua volontà di mettere il bene del Paese al di sopra di tutto, è emerso solo grazie ad una dimenticanza dello Stato Maggiore. Che paradosso. Anche della morale, ovvero di ciò che è giusto o sbagliato, come spiega il Corvo, uno di quelli che è meglio non svegliare: “Lo Stato Maggiore non sceglie mai tra il bene e il male. Ha due morali. E sceglie sempre il male minore. Anche se ingiusto. E qualcuno rimarrà sempre vittima di una decisione del governo, la moralità assoluta, così come l’etica assoluta, non esistono negli affari della Difesa. Calcagni apprenda questo. È dura. Ma Lei resterà sempre un esempio, un Eroe per me è i miei figli. Ma soprattutto per le nuove generazioni”.

Grazie Colonnello Calcagni. Mai arrendersi. Con l’arrivo dei “Patrioti”, del merito, tutto può cambiare. Sempre al suo fianco.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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