Ultima Generazione, stravolge anche il significato delle parole e replica con deliri la Meloni: la zuppa su Van Gogh non è vandalismo. E che cos’è? Un gesto di apprezzamento all’arte?

Dopo l’azione idiota di venerdì a Palazzo Bonaparte, con il dipinto di Van Gogh imbrattato con zuppa di piselli, gli ecoattivisti di Ultima Generazione hanno ancora il coraggio di parlare. E rispondere personalmente al presidente del consiglio Giorgia Meloni che su Facebook aveva ha attaccato  questa forma di protesta. “Semplice e puro vandalismo, che nulla ha a che fare con l’ambientalismo. Chi crede convintamente in una causa, tenta di rappresentarla sempre al meglio, non la macchia con azioni incivili e a danno del patrimonio artistico collettivo. Così non si difende alcun ideale, lo si danneggia esclusivamente“. A queste parole ineccepibili, taglienti e di buon senso sarebbe stato meglio rispondere con il silenzio. Ma siccome l’arroganza e l’ignoranza messe insieme formano una miscela perversa, i disobbedienti di nuova generazione replicano in modo risibile.

“Apprendiamo da Facebook che la Presidente Giorgia Meloni sia fortemente indignata per un vetro sporco in un museo e non per gli effetti del collasso climatico, drammaticamente reali nel Paese”. Esordiscono con prosopopea gli attivisti di Ultima Generazione, come se le due problematiche avessero un’attinenza. Pretendono di affermare che il Pianeta si possa difendere meglio disprezzando le opere d’arte presenti in un museo. Non vanno al di là del loro naso:  “Il nostro non è vandalismo, ma il grido di allarme di cittadini disperati. Che non si rassegnano ad andare incontro alla distruzione del Pianeta e, con esso, della propria vita. Le azioni di non violenza sono il risultato dei passi indietro che ogni giorno il nostro Paese fa sul fronte climatico. L’ultimo, in ordine di tempo, l’approvazione del decreto Sblocca trivelle. Che ci condanna alla proliferazione di trivelle nell’Adriatico; o, come la stessa Meloni ha dichiarato, alla ‘possibilità di liberare alcune estrazioni di gas italiano, ampliando le concessioni in essere e liberandone di nuove’”. Poveri gretini.

Attaccare l’arte è un atto ignobile che va fermamente condannato, aveva detto il ministro della cultura Sangiuliano. Imbrattare le tele non significa proprio niente se non disprezzo e incapacità di discernimento. Farlo passare per un atto di protesta è un’enormità. Il gesto ha lo scopo di creare disagio e indignazione, nulla più. Ma Ultima Generazione insiste e si rifugia dietro i suoi sostenitori, coloro che continuano a coccolarli. Come il climatologo Luca Mercalli nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage che ha il coraggio di attaccarsi alle parole: “Sono dei giovani preoccupati per il loro futuro, ne hanno ben donde e non hanno bisogno di ulter0iori etichette. È un po’ come quando vediamo protestare degli operai licenziati da una fabbrica: non diamo loro delle etichette, non li chiamiamo ‘comunisti’, sono solo cittadini preoccupati perché non avranno più un lavoro”. E il climatologo citato dagli attivisti arriva persino a giustificare il blocco delle strade che tanti disagi hanno provocato. Impedire la mobilità dei cittadini e dunque limitare la libertà di spostamenti anche urgenti dei cittadini come hanno fatto a Roma e a Milano è un atto grave.

Le obiezioni sono incredibili. “Bloccare il Grande Raccordo Anulare è diverso da un blocco dei treni da parte dei ferrovieri? Quando c’è uno sciopero degli autobus o di aerei non vi sono disagi? E quante opere d’arte sono state irrimediabilmente distrutte dalle alluvioni causate dal cambiamento climatico? Gli attivisti le hanno imbrattate? No, perché c’era sempre una lastra di vetro a proteggere i dipinti. Ecco, i giovani che protestano per il clima hanno ragioni sacrosante”. Finché c’è gente che giustifica l’ingiustificabile e confonde uno sciopero con un atto vandalico non c’è scampo. Solo proporre azioni di contrasto che possano scoraggiare.

“Settimana prossima deposito una proposta di legge per un sano annetto di galera con arresto in flagranza e immediata detenzione per chi deturpa o tenta di deturpare: (la scusa di “tanto c’è il vetro” non deve reggere)”. E’ il tweet di Claudio Borghi, senatore della Lega, che preannuncia l’iniziativa alla luce dei casi – sempre più frequenti – di proteste che coinvolgono opere d’arte. Il senatore ipotizza che con le norme attuali: “al primo processo il giudice dirà che la non fruibilità era solo momentanea; e che tanto un colpo di spugna e via. Intendo azzerare la discrezionalità di valutazione e di allungare con la fattispecie la lista del 380 cpp. Prima che ci sia danno irreparabile”.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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