La Boldrini non ne azzecca una, mentre i talebani fanno scempio delle donne, lei pubblica questo tweet…

Dove sono finite le femministe? O forse le femministe sono finite. Mai come in questo momento storico viene da chiedersi o semplicemente soffermarsi sull’oggettivazione di una realtà paradossale.

Mentre l’Occidente si indigna per ciò che accade alle donne afghane, si susseguono notizie agghiaccianti da ogni mainstream sui talebani e le loro brutali dichiarazioni: dal ‘no alle donne Ministro, devono partorire’, al ‘no allo sport espone i loro corpi’ , fino ai titoli delle violenze perpetuate che purtroppo leggiamo a cadenze regolari. Da ‘frustano e picchiano le donne che manifestano a Kabul;   fino a ‘Lapidiamo le donne in nome dell’islam’, il silenzio delle femministe più attive di casa nostra è assordante. L’indignazione si è fermata al Ddl Zan e al MeToo, ai nomi famosi, al glamour infarcito di slogan e retroscena da copertina o da tv spettacolo.

E se per caso ci fosse ancora qualche dubbio, ogni incertezza è svanita nell’oblio con l’ultimo cinguettio Twitter di Laura Boldrini che ha scritto: ‘Cosa succede in Rai? Come è possibile che non ci sia una donna fra i neodirettori della corporate? E che sia dato un premio a Pio e Amedeo, che hanno banalizzato un tema serio come quello del linguaggio rispettoso verso tutte le persone? È grave. Parliamo di servizio pubblico!’ L’ex presidente della camera ha risvegliato il suo torpore social per segnalare il serio caso della non presenza in rai di una ‘neo direttora’. Problemoni degni di nota ci viene da dire.

La risposta migliore in questo caso per la stessa deputata arriva semplice e diretta proprio dalle parole dei due comici, in un loro discorso di qualche tempo fa, durante il programma ‘Felicissima sera’, dove affermarono ‘La cattiveria non sta nelle parole, ma nelle intenzioni’. Viene da chiedersi se forse la Boldrini si era persa la puntata.  Tono inquisitore sulle quote rosa in Rai non per merito e richiamo ai due comici con la sottolineatura di “è grave”. No, è terribilmente grave che sulla pagina della nota femminista del PD non si ritrovino le denunce, le segnalazioni di tutte le aberrazioni che stanno subendo le donne afgane. Troppo scomodo parlare dei talebani, della sharia, del burqua, dell’emancipazione cancellata in un niente. Nessun hashtag, nessuna predica sui diritti violati. Solo un indefinibile silenzio che rende le pasionarie incomunicabilmente uguali nella loro sottile indifferenza.

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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