Ilaria Salis resta in carcere, Elly Schlein pensa a candidarla alle Europee: la mossa divide il Pd

Ilaria Salis, nuova paladina della sinistra italiana, potrebbe essere candidata alle europee. L’indiscrezione la lancia Repubblica e arriva dritta dal cerchio magico di Elly Schlein. L’indiscrezioni arriva proprio nel giorno dell’udienza a Budapest in cui sono stati negati i domiciliari alla nostra connazionale, udienza a cui ha assistito una delegazione del Pd oltre al fumettista Zerocalcare.

Tornando al discorso delle candiodature, Schlein ha riunito la direzione del Pd per discutere delle liste da presentare il mese prossimo. Ma prima della riunione ufficiale, ha avuto luogo un faccia a faccia fra la Schlein e i suoi fedelissimi: Marco Furfaro, Igor Taruffi, Marco Sarracino, Alessandro Zan, Marina Sereni, la coordinatrice Marta Bonafoni, la vice-presidente del Pd, Chiara Gribaudo e i capigruppo Chiara Braga e Francesco Boccia. Un momento per fare il punto all’interno della corrente, prima del confronto con l’intera segreteria.

All’ordine del giorno, oltre alla candidatura della Schlein in prima persona, la possibilità di schierare l’attivista antifascista come candidata di bandiera. Una figura al centro del dibattito pubblico e che potrebbe portare parecchie preferenze all’ovile dem. Questa soluzione non ha però convinto tutti, in primis la Sereni, fedelissima di Dario Franceschini. Entusiasta, invece, Alessandro Zan visto il peso simbolico della detenuta in Ungheria. La questione non ha ancora trovato un punto di sintesi ma bisogna anche capire se la donna sarebbe disponibile a scendere in campo. Al momento la famiglia ha escluso un impegno diretto in politica. La visita della carovana dem nell’aula di Budapest sembra però un primo passo verso il corteggiamento della Salis. L’elezione a Bruxelles le permetterebbe anche di ottenere l’immunità parlamentare ed essere così scarcerata.

Se ne parlerà ancora prima di decidere. Intanto è allo studio della segreteria la formula con la quale permettere la candidatura di Elly Schlein. L’ala vicina alla segretaria ha proposto una formazione col tridente: capilista nelle cinque circoscrizioni le donne della società civile, seguite da un politico affermato del Pd e, a chiudere, la Schlein. L’opposizione interna vorrebbe mettere in difficoltà la segretaria, spronandola a un impegno da capolista che la esporrebbe a dover ottenere un risultato più cospicuo. E, in caso di flop, potrebbe partire l’assalto alla sua leadership.

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