Esclusiva – Il Corvo a ith24: “Ecco come vengono scelte le spie.. E quella battuta su Giulio Regeni fino a Saman”

Ci piacerebbe sapere di più sulle Spie, sul controspionaggio. Cosa ci può dire di Giulio Regeni?

Ogni paese ha i propri criteri di selezione. In Italia nel controspionaggio si fa riferimento ai carabinieri. Da qualche tempo si sono aperte altre vie, come scuole, Università, tecnici specifici. Anche un ricercatore potrebbe essere scelto, ma su Regeni non posso dire nulla anche perché non so nulla.

Secondo lei era un James Bond

Niente James Bond. Quello rimane relegato al cinema. Il vero uomo dei servizi è un tecnico. Un funzionario sceglie le persone per affidargli determinati compiti in base ai talenti di ciascuno e alle necessità del momento.

Sappiamo benissimo che non può sbilanciarsi, ma possiamo dire qualcosa in più ragionando per esempi? Senza dirlo?

Parliamo dell’Inghilterra, ad esempio se vuole informazioni in Nigeria, offre soldi ad alcuni dipendenti di aziende inglesi che operano nel luogo. Offrendo denaro si ottiene sempre un buon prodotto, ma esistono altre merci di scambio, come una commessa industriale. Si propone qualcosa in base alla debolezza di chi si contatta. Comunque, sempre parlando del caso inglese, loro lavorano anche gratis, per amore della Patria. Quando ci sono italiani, succede di meno. Le va bene questo esempio sull’imgjilterra ?

E se una Spia viene scoperta?

E se una spia viene scoperta in territorio estero, le procedure impazzano. E spesso, a quanto pare, si agisce in base alle situazioni. Così come evolvono. Innanzitutto bisogna vedere se entrambi i Paesi riconoscono la vittima come una spia o no. Non esiste un protocollo per questa evenienza, ogni volta si agisce in modo diverso. A me un caso simile non è mai capitato. Non è un episodio corrente uccidere una spia. Nei Paesi civili non succede.

Ci può dire qualcosa in più su di lei?

Certo. Ho due braccia, due gambe e se mi scappa corro in bagno come tutti gli esseri umani.

Come fu scelto?

Non posso entrare nello specifico. Ma fui scelto tra una folla non indifferente di colleghi. Anzi. Eravamo sotto un capanno e mi stavo anche annoiando. Ero da poco tornato dalli’mgjilterra, dove conobbi, per puro caso, una donna del Mi6. Era bellissima. Presi una cotta per lei. Ma la vedevo poco. Era sempre fuori. Me la ritrovavo a casa ad orari più strani. Principalmente di notte. E si immagini se sotto a quel capanno andavo a pensare di essere chiamato per poi svolgere determinate missioni. Anzi. Risi. Pensai ad uno scherzo. Ma era tutto vero. Fui scelto.

Lha più rivista quella donna?

Ne ero innamorato perso. La rividi sempre in Inghilterra per altre due volte. Poi, all’improvviso, trovai la utenza spenta.

Ma è vero che lei ha fatto anche da ponte con l’Inghilterra, ovvero con i Rengers oltremare?

Scusi. Su quali basi le mi pone questa domanda?

Indiscrezioni.

l’unico ponte che conosco è quello che fra poco sono costretto a mettermi tra un molare e l’altro. Comunque la risposta è no. Ma conosco i Rengers. A Farah mi chiedevano come mai ero famoso e del perché mi chiamavano l’incubo dei talebani. Semplice. A differenza loro io non tratto con i terroristi. Quello di trattare con i terroristi è stato un errore che è costata la vita a molte persone e non ha fatto altro che rafforzare il crimine.

Perché?

Perché con uno che è disposto a farsi saltare in aria in nome di Allah, non potrà mai esserci dialogo. Moi siamo li per difendere l’oro nero e ristabilire la denocrazis. Provi ad immaginare se attentassero ai giacimenti. Finoremo per pagare la benzina a 200 euro al litro e le bollette della luce a prezzi insostenibili. Trattare con un terrorista è come dar corda ad un folle, perdi in partenza e rischi di generare altri piccoli folli.

Quante missioni ha alle spalle?

Quelle che bastano per capire che con un terrorista non si tratta, mai!

Cosa pensa dell’islam?

È una religione molto distante dalla nostra. Molti sono fondamentalisti.

Cosa pensa del caso Saman?

Che l’integrazione resta solo una parola da usare per propri fini, soprattutto politici. La ragazza si era integrata bene al punto da voler sposare un occidentale. Ma secondo il clan, cioè la famiglia, doveva sposare un ragazzo pakistano che manche conosceva. Se questa è integrazione.

Secondo lei è morta?

Se i genitori scappano? Chi scappa nasconde sempre qualcosa nella peggiore delle ipotesi un crimine. E quand’anche, su mandato internazionale dovessero trovarli in Pakistan, le istituzioni locali non firnerebbero l’estradizione. Perché rinnegherebbero le loro radici.

Lo troveranno il corpo?

Sono persone molto fredde e crudeli, non oso immaginare che fine abbiano fatto fare a quella povera ragazza. Per questo sono del parere che con certe persone non si tratta. Fin quando non li trovano non credo che riusciremo a trovare il corpo. E come Saman ci sono tanti altri casi. Pace all’anima sua. Hanno spezzato i sogni di una ragazza che come unica colpa si era innamorata di un ragazzo italiano e con lui stava progettando il suo matrimonio. Ogni volta che la vedo non trattengo le lacrime. Perché conosco la crudeltà dei fondamentalisti.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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