Eletti i vicepresidenti di Camera e Senato: Rampelli, Mulé, Centinaio e Gasparri

Qurlla di ieri è stata una giornata decisiva per la formazione del nuovo governo. Con l’elezione dei vicepresidenti di Camera e Senato si compie l’ultimo atto parlamentare prima delle consultazioni al Colle che inizieranno domani. Eletti i  componenti degli uffici di Presidenza, le nuove Camere sono nel pieno delle funzioni. A Montecitorio il centrodestra ha schierato il vicepresidente uscente Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, eletto con 237 voti, e l’azzurro Giorgio Mulé (217 voti).

Per l’opposizione sono stati eletti Anna Ascani del Pd (138 voti) e Sergio Costa dei 5Stelle (118 voti). Si registrano 6 voti dispersi, 4 schede bianche e 1 scheda nulla. Eletti anche i questori della Camera: Paolo Trancassini (FdI),  Alessandro Benvenuto (Lega) e Filippo Scerra (M5S). Gli 8 segretari d’Aula sono: Chiara Colosimo, Giovanni Donzelli, Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia, il leghista Fabrizio Cecchetti, la forzista Anna Patriarca, Gilda Sportiello e Roberto Traversi dei 5stelle e Chiara Braga del Pd.

Al Senato sono stati eletti vicepresidenti il leghista Gian Marco Centinaio con 108 voti e Maurizio Gasparri di Fi con 90 voti. A rappresentare il centrosinistra la dem Anna Rossomando con 73 voti e Mariolina Castellone dei 5 Stelle con 68 voti. Eletti anche i nuovi questori di Palazzo Madama: Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia, il centrista Antonio De Poli e Marco Meloni del Pd. I nuovi segretari d’aula sono: Antonio Iannone, Marco Silvestroni e Gianpietro Maffoni di Fratelli d’Italia, i leghisti Erika Stefani e Andrea Paganella Per le opposizioni eletti i 5Stelle Pietro Lorefice e Marco Croatti . Per il Pd Valeria Valente. Non ce l’ha fatto il dem Daniele Manca indicato dal Pd insieme alla Valente.

Se nel centrodestra tutto è filato liscio, è guerra tra Pd e Terzo Polo rimasto a secco di incarichi. Italia Viva e Azione, come annunciato ieri da un furioso Calenda, non hanno partecipato al voto per le vicepresidenze accusando Letta e Conte di aver fatto l’asso pigliatutto. “Non parteciperemo al voto di oggi – spiega il leader di Azione – perché Pd e M5S hanno fatto un accordo tra di loro per votarsi i loro candidati. Non è particolarmente rilevante il fatto di non avere una vicepresidenza. Ma che non si dia rappresentanza a un’opposizione che ha preso alle elezioni quasi l’8% e che è in crescita. Ed è una delle tre opposizioni. Ma è ancora più rilevante – aggiunge – è il fatto che il Pd ha scelto da che parte stare. Ha scelto l’alleanza con M5S. Noi proseguiremo nella strada per creare un Terzo Polo rispetto alla sinistra Pd-M5S e alla destra fatta… da chi? Non si capisce”. Matteo Renzi prima del voto affida a un video sui social la sua rabbia. “Pd e M5s hanno fatto l’accordo per tagliarci fuori. Con la loro arroganza hanno scelto di tenerci fuori e noi resteremo fuori dall’aula. E porteremo il tema al presidente della Repubblica”.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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