Ecco tutti i controlli del Fisco sui conti correnti

La musica non cambia: recuperare risorse dalla lotta all’evasione, ma soprattutto ai furbetti delle dichiarazioni infedeli. Il governo giallorosso che ha oleato bene gli ingranaggi del Fisco attende da questo 2020 un gettito tra 1,5 e 3 miliardi dal recupero del nero. Il tutto inasprendo i controlli su spese e transazioni e soprattutto portando avanti una politica che incentiva i pagamenti con carta per tenerne traccia. A questo punto, ad anno ormai iniziato, l’offensiva del Fisco si appresta ad entrare nel vivo. E nel mirino delle Entrate ci sono soprattutto i conti correnti. Sono lo strumento principale per andare a delineare i profili a rischio evasione dei singoli contribuenti. L’arma che il Fisco userà è quella dell’anonimometro. Si tratta di una “macchina” che andrà ad operare una sorta di restyling, come lo definisce ilSole 24 Ore, sulle rilevazioni delle informazioni di sintesi dalla Superanagrafe dei conti correnti. In pratica verranno monitorati i saldi a inizio e fine anno, il totale dei movimenti in entrata e in uscita dal conto e soprattutto la giacenza media. Usando codici che garantirebbero l’anonimato dei contribuenti, le Entrate andranno a mettere sul campo incroci e operazioni di verifica sulle informazioni disponibili. Si tratta di verifiche sul reddito, sulle proprietà immobiliari, le fatture elettroniche e gli scontrini telematici.

Le nuove strategie del Fisco non verranno messe in atto in tempi rapidissimi. Servirà un decreto del Mef previsto per il prossimo 30 marzo. L’operazione coinvolgerà anche il Garante della Privacy che più volte ha mostrato perplessità proprio su questi nuovi controlli che di fatto negano l’accesso ai dati ai contribuenti e che non permettono una verifica sull’invio delle informazioni alle Entrate da parte degli operatori che le raccolgono. E sul fronte della stretta sui controlli verranno dispiegati nuovi algoritmi in grado di mettere nel mirino i singoli profili più esposti su questo fronte. Tutte le informazioni confluiranno poi in una lista con i profili da tenere monitorati. Saranno poi gli uffici provinciali delle Entrate a predisporre gli accertamenti. In un primo momento verrà inviato un alert per chiudere il contenzioso con la compliance, poi il Fisco userà le maniere forti. La relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio stima in circa 3,6 miliardi le entrate dalla lotta all’evasione e circa 1,5 in più dovrebbero arrivare dai dati anonimi e dagli scontrini. Insomma il restyling della lotta anti-evasione ha il sapore dello stato di polizia fiscale. Controlli sui conti, sui prelievi, sulle giacenze e sulle transazioni. Il Fisco saprà tutto di noi, ma noi sapremo poco dei nostri dati. E la difesa del contribuente avrà le armi spuntate.

Pubblicato da edizioni24

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