Daniele: “Chi difende l’indifendibile prima o poi sarà travolto, dalle risate. “Di Maio ha fatto il suo lavoro”: e tutti giù per terra a ridere a crepapelle. Tabacci è ridicolo e dimentica il partito di Bibbiano”

By Gaetano Daniele

Quando si cerca di difendere l’indifendibile, si corre il rischio di essere travolti, nella migliore delle ipotesi, dalle risate.

Ho ascoltato con attenzione ad Atreju 2019 uno dei dibattiti della festa annuale che organizza con grande bravura e poche risorse economiche Giorgia Meloni. La vicenda è una storiaccia. Si, perché il tema riguardava i bambini per una inchiesta denominata “Angeli e Demoni”.. Ho sempre una certa diffidenza sull’uso delle inchieste giudiziarie come arma politica e giornalistica (sconsiglio ai politici di farlo, prima o poi questo metodo si ritorcerà con chi lo impugna), una sorta di “Spada di Democle” nonostante le uniche vittime siano i bambini. E, ancora più pudore avevo avvicinandomi a quelle cronache sulle vite di minori, spesso bambini, strappati alle famiglie naturali con provvedimenti autorizzati dalla magistratura. Ero perplesso perché proprio su Bibbiano ho sentito venire meno il senso delle parole, sventolare bandiere e slogan tranchant del tipo “Noi con il partito di Bibbiano mai”, salvo poi dopo un paio di settimane infilarsi proprio con quel partito nello stesso letto matrimoniale con gran piacere. Era chiaro l’uso strumentale del caso Bibbiano. Questa breve premessa per arrivare al caso Tabacci, politico di vecchio corso ma di scarsa memoria.

“Di Maio ha fatto anche cose buone”. Afferma  Bruno Tabacci, che viene subito travolto e irriso nello studio di Giovanni Floris su La7. Ad un certo punto lo studio ribolle e il conduttore deve togliere l’audio. Cos’ha detto di tanto ridicolo e grave il centrista che ha fatto da taxi per il partitino del ministro degli Esteri ? Addirittura  sbertucciato dallo storico Angelo D’Orsi mentre gli altri ospiti e il pubblico se la ridono come non mai. Si parlava con l’esponente di Impegno civico di guerra in Ucraina e delle ricadute economiche per l’Italia e L’Europa. Giocoforza, il discorso non può che ricadere sul ruolo della Farnesina. “E Di Maio?”, chiede Floris? La rosposta di Tabacci  scatena l’inferno. Da qui in poi succede di tutto. “Di Maio il suo lavoro di ministro degli Esteri lo ha fatto” dice Tabacci difendendone l’operato e scatenando un boato e grasse risate. Mancavano solo fischi e pernacchie e poi sembrava di essere alla Corrida.

Mai coro fu più unanime nel commentare un’uscita cosi ardita da parte di Tabacci. Tutti lo travolgono, tutti se la ridono in maniera vistosa. E’ il caos, una roba mai vista…A Floris non resta che chiedere alla regia di silenziare lo studio, abbassando i microfoni. Poco prima una voce fuoricampo: il lavoro di ministro Di Maio lo ha fatto: “volando in pizzeria”. Il video con la scena alla Dirty dancing rimarrà negli annali delle figure più ridicole a cui si è esposto un ministro, che secondo Tabacci, ha fatto. “Mai con il partito di Bibbiano”.

A questo punto non mi resta che ricordare a Tabacci cos’è stato il partito di Bibbiano e del perché quando si affermano certe cose poi non puoi finirci a letto per mera velleità personale.

Sul caso Bibbiano, devo ringraziare la Meloni perché grazie a quell’incontro ho approfondito gli atti della inchiesta e ho ascoltato la testimonianza di un padre (e anche di una ex ragazza del Forteto, altra vicenda che ha riempito le cronache nere qualche anno fa) che mi ha consentito non solo di capire e approfondire assai di più. Ma anche che quel pudore da padre di parlare di vicende dolorose di bambini non aveva alcun senso, perché Bibbiano è proprio il cuore del problema di questi tempi. Bibbiano è Italia, è Europa, è il mondo, è lo specchio della decadenza di una civiltà. Proprio come la decadenza politica di Di Maio che ha invano cavalcato quel dramma quando il Pd era nell’occhio del ciclone per poi rimangiarsi tutto.

Ma tornando a Bibbiano, al di là delle responsabilità penali personali che sono state stabilite nei processi c’è soprattutto una questione culturale e antropologica profonda. Che cosa è accaduto in quel paese come purtroppo in molti altri luoghi di Italia e di Europa? Che centinaia, migliaia di bambini siano stati tolti a padre e madre naturale per essere affidati ad altri. E in altri c’è tutto: un padre e una madre affidatari, cooperative o comunità che fanno quel mestiere, coppie o unioni civili dello stesso sesso preferite alla famiglia originaria. Una decisione terribile per la vita di qualsiasi bambino presa di comune accordo da servizi sociali, psicologi consulenti e tribunali dei minori consigliati dagli uni e dagli altri. Bibbiano era considerata fino ad Angeli e Demoni una eccellenza nella materia, e così veniva raccontata sui giornali. Pagine e pagine dedicate a raccontare il modello Emilia Romagna che evidentemente Tabacci avrà letto con distrazione.

Eppure in quei racconti si snocciolavano numeri incredibili: nei comuni della Val d’Enza cui appartiene anche Bibbiano c’erano nel 2016 1.900 bambini affidati ai servizi sociali. I minorenni in quelle stesse terre erano 12 mila, quindi quelli con situazioni familiari difficili o impossibili erano addirittura il 16%. Quindi o eravamo in terre abitate solo da orchi e orchesse, o altro che modello, quella di Bibbiano era invece una anomalia che avrebbe dovuto fare saltare tutti sulla sedia e indagare per capire cosa era accaduto.

E anomalia era, che però ha dietro una visione della vita che l’ha provocata: l’idea che il nemico da smantellare non sia in sé l’orco (che pure ci sarà stato fra quei 1.900 casi) ma la stessa famiglia naturale. Perché retrograda, perché ancorata a vecchi stili di vita, perché non abbastanza evoluta dal punto di vista culturale, magari semplicemente perché povera. In molti di questi casi sarebbe bastato dare un aiuto economico alle famiglie naturali e i problemi sarebbero stati facilmente risolti, e a costo assai minore da quello sopportato dai servizi sociali attraverso l’affido a cooperative o case famiglia dove il costo di mantenimento di un bimbo oscillava fra 100 e 200 euro al giorno e talvolta anche molto di più. Ma nella gestione di questi servizi sociali e nella testa dei professionisti che strappavano i bimbi a padri e madri c’era non solo una spiccata vocazione nel vedere abusi ovunque, anche quando non ce ne era traccia, ma una vera e propria ideologia che faceva sentire loro come una missione la distruzione di quelle famiglie naturali.

Una ideologia che è assai diffusa, dominante oggi. E che divide la politica in modo assai netto e chirurgico, senza bisogno di alcuna strumentalizzazione politica. Ed è proprio grazie a quella ideologia che possiamo dire che oggi Luigi Du Maio si è coalizzato anche se simbolicamente con il partito di Bibbiano, dopo averlo fortemenre criticato, e che quel partito di Bibbiano ha le sue radici culturali in parte del Pd, ma anche dentro il M5s e nell’Italia viva di Matteo Renzi. Mentre dall’altra parte della linea del confine c’è chi ha ancora a cuore la famiglia naturale come cuore della costruzione di una società. È da quella parte che staremo senza alcun dubbio. Quindi se per Tabacci Di Maio ha fatto anche cose buone, a noi al momento non ci sono pervenute.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.