Avete fatto voi? Ora faccio io: scatta la rappresaglia di Putin: “L’Europa paghi in rubli il gas. Dollari ed euro non hanno senso”

Il presidente russo Vladimir Putin ha sfoderato l’arma a sorpresa per ricattarci. Ha ordinato al governo di emanare una direttiva che obblighi Gazprom a convertire in rubli i contratti di fornitura con i “Paesi ostili”. Secondo il presidente russo, riferisce il sito di Kommersant,fornire merci russe all’Ue e agli Stati Uniti e ricevere pagamenti in dollari ed euro “non ha alcun senso per noi”. Dopo la notizia, il rublo ha recuperato valore alla Borsa di Mosca. Il cambio tra euro e rublo è rapidamente passato da 112 a 107; per poi attestarsi a 108,50, mentre il rapporto tra dollaro e rublo è scivolato sotto quota 100. La valuta russa resta comunque debole rispetto a periodo antecedente alla guerra in Ucrania quando scambiava a 75 sul biglietto verde

Mentre si combatte ormai all’interno di Mariupol, nel ventottesimo giorno di guerra, lo “Zar” procede a un altro tipo di rappresaglia nei confronti dei “paesi ostili”, tra i quali come sappiamo figura anche l’Italia. Putin ha poi aggiunto che il congelamento degli asset avvenuto attraverso le sanzioni ha distrutto la fiducia di Mosca. Il cambiamento, precisa il presidente russo, riguarda soltanto la valuta di pagamento e non il contenuto dei contratti, che verranno rispettati. Ciò vuol dire che, per ora, Mosca non chiuderà i rubinetti al gas e al petrolio diretti verso l’Europa. Spetterà al governo e alla banca centrale russi, tempo una settimana,  risolvere la questione dal punto di vista tecnico. Intanto, la richiesta di Mosca di pagare il gas in rubli ha fatto “salire il prezzo di 15 euro/MWh”. Lo ha riferitoil premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue.

Ricordiamo che all’inizio di marzo la Russia aveva minacciato di pagare con i rubli i creditori stranieri di obbligazioni in valuta. Ossia con carta straccia, vista la piega in picchiata presa dalla valuta nazionale. Una scelta, tra l’altro,arbitraria, perché la maggioranza dei contratti che regolano questi titoli non lo prevede. Pochi giorni dopo, però, il ministero delle Finanze di Mosca aveva onorato un debito pubblico in dollari, saltando le cedole in scadenza per un valore di 117 milioni di dollari. Ora, la Russia ha aperto un fronte anti-Ue. Finanziario. “Questo poterà a fallimenti e pressioni sull’opinione pubblica. Il secondo passo verso l’escalation. Il primo è la minaccia di scioperi ai centri logistici dell’Ue per l’aiuto all’Ucraina”. Ad affermarlo su suo canale Telegram è Mykhailo Podolyak, capo negoziatore dell’Ucraina e consigliere del presidente Zelensky.

Pubblicato da edizioni24

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