Vaiolo delle scimmie, Bassetti: “Non è una infezione blanda, vaccinare subito giovani gay e lesbighe”

Primo decesso di un italiano a causa del vaiolo delle scimmie. La situazione sta diventando particolarmente seria. E Matteo Bassetti lo dice a chiare lettere. «Lo sostengo da maggio che si tratta di una infezione tutt’altro che blanda. Quando i numeri crescono così violentemente (siamo a 50.000 casi accertati nel mondo) può succedere che ci siano casi gravi anche mortali».

Unico modo per proteggerci? «Prevenzione e vaccinazione da destinare subito a giovani uomini omosessuali tra i 18 e i 45 anni», aggiunge il direttore della Clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova. Intanto c’è il via libera alla somministrazione del vaccino contro il vaiolo delle scimmie – JYnneos* (Mvabn) – utilizzando una sola fiala per 5 dosi. È quanto prevede la circolare del ministero della Salute, firmata da Gianni Rezza. Fa seguito al parere dell’Emergency Task Force dell’Ema di lunedì e recepito dalla Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Il vaccino, indica la circolare, «può essere somministrato anche per via intradermica, sulla superficie interna dell’avambraccio, al dosaggio di 0,1 mL, da personale sanitario esperto in tale modalità di somministrazione. Da una singola fiala di prodotto è possibile estrarre fino a 5 dosi da 0,1 ml di vaccino da destinare alla somministrazione».

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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