Sprofondo rosso, la sinistra senza vergogna si spara sui piedi alla Mostra di Venezia: nel film sulla “Marcia su Roma” inserita la Meloni

Ci mancava solo lo spot anti Meloni alla Mostra del cinema di Venezia. È spuntato al primo giorno, all’interno del docufilm Marcia su Roma del regista irlandese Mark Cousins. A sorpresa. è spuntata un’immagine della leader di Fratelli d’Italia accanto a quelle del presidente ungherese Orban e di quello brasiliano Bolsonaro. Alla faccia della par condicio.

«Anche se la Meloni ha detto di non essere fascista e magari non è come Mussolini, il linguaggio che usa è molto pericoloso per i cittadini. Non voglio dire che lei personalmente sia pericolosa, sono le sue idee a esserlo», dice convinto il regista irlandese.

«Non si sarebbe dovuto permettere interferenze nella campagna elettorale», commenta all’Adnkronos Federico Mollicone. Il deputato di Fratelli d’Italia annuncia di aver presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Dario Franceschini sulla presenza del documentario alla Mostra, presentato Fuori Concorso nella sezione Giornate degli Autori. “Ho presentato un’interrogazione al ministro Franceschini, dal momento che il festival è finanziato con denaro pubblico, senza voler fare alcun tipo di censura, per conoscere come è possibile che la Giuria abbia ammesso, con le regole della campagna elettorale in piena par condicio, un docu-film all’interno del quale c’è la leader più apprezzata dagli italiani della prima forza politica nazionale. Vorrei sapere se questo non si debba considerare violazione della par condicio», attacca il deputato FdI.

Più sintetico e icastico il commento della senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè: «Verrò il 7 a Venezia. Per il momento dico che preferisco “La marcia su Roma” di Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. Loro hanno saputo raccontare meglio il clima di quegli anni. Comunque ora vado a rivedermi i filmati, non vorrei mi fosse sfuggita la faccia della Meloni».

Il film prende spunto dalla rilettura di ‘A Noi’ di Umberto Paradisi del 1923, documento ufficiale del Partito Fascista sulle giornate che portarono Benito Mussolini al potere. Un racconto che, secondo il regista, “è pieno di fake news ed inganni”.  Nel documentario, le immagini dell’Archivio Luce si accompagnano alla voce narrante dello stesso regista e alla presenza di Alba Rohrwacher nel ruolo di Anna, una donna della classe operaia che incarna il sentimento della gente comune, dapprima esaltata sostenitrice del regime e poi disillusa e critica

La pellicola è scritta a quattro mani con Tony Saccucci, già autore de Il pugile del Duce, documentario su Leone Jacovacci, il primo pugile nero della storia della boxe italiana. Il docufilm – prodotto da PalomarDOC e Luce Cinecittà in collaborazione con il Saggiatore – arriverà nelle nostre sale il 20 ottobre, proprio in occasione del centenario della Marcia su Roma e con un nuovo Parlamento appena formato. Si attendono altre strumentalizzazioni dell’Internazionale rossa.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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