Soldi ai 5 Stelle dal Venezuela, ecco il faldone che incastra il M5s sui soldi avuti da Chavez

C’è un collegamento diretto tra la fase 1 e la fase 2 dello scandalo in salsa venezuelana che ha investito il Movimento 5 Stelle, sospettato dalla Procura milanese di avere incassato 3,5 milioni di finanziamento in nero dal regime di Caracas attraverso il suo console a Milano, Giancarlo Di Martino, ora indagato per riciclaggio e finanziamento illecito. Un anno fa le prime rivelazioni, con l’articolo del giornale spagnolo Abc; ora la seconda ondata, con l’arresto in Spagna dello 007 venezuelano Hugo Carvajal, che sta descrivendo l’intero sistema di «aiuti» firmati Chavez e Maduro a partiti amici qua e là per il pianeta.

Carvajal, detto «el Pollo», fornisce conferme e dettagli a quanto scritto da Abc. Il motivo è semplice, secondo quanto accertato dalla Procura di Milano: era proprio «el Pollo» il destinatario del documento interno ai servizi segreti venezuelani in cui il 5 luglio 2010 si dava conto della consegna a Gianroberto Casaleggio, creatore di Rousseau e leader ombra dei grillini, di tre milioni e mezzo di dollari provenienti dai fondi riservati del paese. Il foglio proveniva dal «direttore degli affari speciali» dei servizi ed era destinato al «direttore generale dell’intelligence militare». Una indicazione che il governo venezuelano ha sempre liquidato come impropria, segno – insieme ad altri indizi come lo stemma e i timbri – della falsità del documento.

Ora invece si scopre chi era il destinatario del rapporto: proprio lui, Carvajal, l’uomo allora potentissimo che oggi sta collaborando per evitare l’estradizione negli Usa. A indicare Carvajal come l’uomo a cui giunge il rapporto è stato il giornalista di Abc autore dello scoop di un anno fa, Marcos Garcia Rey, interrogato recentemente dalla Procura di Milano, cui ha consegnato una corposa memoria difensiva (era interrogato come indagato nell’ambito del procedimento scaturito da una improvvida querela per diffamazione da parte del figlio di Casaleggio). Rey ovviamente non ha rivelato chi gli ha passato il documento, ma ha spiegato di conoscere da tempo il «Pollo» e che era stato proprio quest’ultimo a ricevere nel 2010 l’appunto che raccontava della valigia di soldi a Casaleggio.

Per la Procura di Milano è stato uno dei punti di svolta dell’indagine. Perché se le dichiarazioni di questi giorni di Carvajal possono sembrare l’annaspare di un uomo che rischia di finire sepolto in carcere, il memoriale di Rey proviene invece da un professionista che è apparso fin da subito ai pm scrupoloso e credibile. Anche da questo passaggio nasce la decisione del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli di passare all’offensiva, iscrivendo nel registro degli indagati il console Di Martino per riciclaggio e finanziamento illecito.

È una mossa delicata, perché il console è tutelato dalla immunità diplomatica, ma per la Procura indispensabile per chiarire la vicenda. Ieri con alcune dichiarazioni all’Agi il console ha fatto sapere di essere pronto a farsi interrogare e fornire la sua versione dei fatti. Ma a quanto pare gli inquirenti non hanno l’intenzione di sentirlo a breve. In questo momento interrogare Di Martino significherebbe dargli campo libero per offrire la sua versione senza potergli fare contestazioni precise. L’obiettivo del dottor Romanelli in questo momento continua ad essere quello di partire per la Spagna e interrogare direttamente Carvajal, utilizzando il nuovo rinvio dell’estradizione concesso ieri dalle autorità spagnole. E intanto ricostruire, nell’oscuro sistema di finanziamento dei grillini, dove potrebbero essere andati a sparire i dollari partiti da Caracas.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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