Shoah, il ricordo di Meloni: “Il 16 ottobre ’43 una pagina buia”. La Russa: “Mai più simili tragedie”

All’alba del 16 ottobre 1943, i reparti delle SS coordinati da Theodor Dannecker, già responsabile delle deportazioni di Parigi e della Bulgaria, dettero il via agli arresti degli ebrei romani. I nazisti catturarono in poche ore 1259 persone, tra cui anziani e bambini, uomini e donne. Quel 16 ottobre del ’43 era un sabato, Shabat, il giorno di riposo per gli ebrei.

Una giornata molto dolorosa che oggi viene ricordata a livello politico e istituzionale con manifestazioni e pubbliche dichiarazioni. Giorgia Meloni, candidata ad assumere l’incarico di formare il nuovo governo nei prossimi giorni, questa mattina ha consegnato ai media una lunga dichiarazione: “Il 16 ottobre 1943 è per Roma e per l’Italia una giornata tragica, buia e insanabile. Quella mattina, pochi minuti dopo le 5.00, la vile e disumana deportazione di ebrei romani per mano della furia nazifascista: donne, uomini e bambini furono strappati dalla vita, casa per casa. Più di mille persone furono deportate e di loro solo quindici uomini e una donna fecero ritorno. Nessuno dei bambini. Un orrore che deve essere da monito perché certe tragedie non accadano più. Una memoria che sappiamo essere di tutti gli italiani, una memoria che serve a costruire gli anticorpi contro l’indifferenza e l’odio. Una memoria per continuare a combattere, in ogni sua forma, l’antisemitismo”, sono le parole della presidente di Fratelli d’Italia, che anche lo scorso anno si era espressa negli stessi termini.

Sulla ricorrenza storica è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Il rastrellamento del ghetto di Roma rappresenta una delle pagine più buie della nostra storia. Quel giorno, oltre mille persone tra donne, uomini e bambini furono strappate ai loro affetti e deportate al campo di sterminio di Auschwitz. Solo 16 di loro fecero ritorno. È compito di tutti, a cominciare dalle più alte istituzioni, tramandarne il ricordo affinché in futuro non si ripetano mai più simili tragedie. Alla comunità ebraica, oggi come sempre, la mia sincera vicinanza”.

Dal centrosinistra, arrivano le dichiarazioni di Enrico Letta, segretario del Pd, e di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. “Sopravvissero in 16. Il 16 ottobre 1943 il rastrellamento a Roma al Ghetto e la deportazione ad Auschwitz”, scrive Letta su twitter.

“16 ottobre: non dimenticheremo mai. Alle 5.15 del 16 ottobre 1943, soldati nazisti coadiuvati da funzionari fascisti consegnarono agli abitanti di religione ebraica del Ghetto di Roma un biglietto con delle istruzioni precise. Costretti a mettere una vita in valigia senza sapere cosa sarà del futuro. Venti minuti dopo sarebbero dovuti essere pronti. Dei 1024 deportati al campo di sterminio di Auschwitz Birkenau, solo in 16 fecero ritorno a casa”, scrive, su instagram, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. 

Per il leader del M5S, Giuseppe Conte, il 16 ottobre del 1943 “è una ferita lacerante per la città e per l’intero Paese, una pagina nera della nostra storia che mai potrà essere cancellata”.

Pubblicato da edizioni24

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