Salvini Call centre, chiama tutti: a Berlusconi, vede Toti e contatta tutti i leader

Lunedì particolarmente intenso per Matteo Salvini. Nella inedita versione di federatore dell’intera rappresentanza politica in vista dell’elezione del successore di Mattarella. Con Giovanni Toti di buon mattino il leader leghista ha inaugurato il tour di incontri e contatti con gli altri leader sulla dedicata partita del Colle.

Prima di incontrare il governatore ligure il leader leghista ha avuto con colloquio telefonico con Berlusconi. Dal quale ha avuto il semaforo verde per il ‘nuovo incarico’? Oltre a sentire Giorgia Meloni nelle ultime ore il globettoter del Carroccio  ha contattato anche Giuseppe Conte, Enrico Letta e Matteo Renzi. Mosse propedeutiche a sondare il terreno per l’istituzione di un tavolo. Dove discutere trasversalmente dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica. La presidenza di Mattarella terminerà il 3 febbraio, la prassi prevede l’inizio delle votazioni per l’elezione del capo dello Stato tra la seconda e la terza settimana prima della scadenza, ovvero tra il 18 e il 24 gennaio.

Il leader leghista insomma si candida a fare, come lui stesso si è definito, il centralinista. Telefonate a raffica con i leader di tutti i partiti per provare a trovare una “‘sintesi”. “Sediamoci intorno a un tavolo e parliamone”, è l’idea di Salvini. “Il presidente della Repubblica è di tutti. Non c’è un articolo della Costituzione che dice che il Pd ha diritto imperituro di scelta del presidente della Repubblica”. Insomma, il leader della Lega ha due obiettivi:  trovare un’intesa su un nome che non provenga dal Nazareno e intestarsi la regia della trattativa.

Sulla navigazione del governo, invece, Salvini continua a fare mea culpa sul reddito di cittadinanza. “Il progetto sulla carta funzionava, peccato che la seconda parte, dall’assistenza al reinserimento lavorativo, è miseramente tramontata”, ha detto intervenendo al convegno ‘L’Italia del merito, delle competenze e delle libertà’. Per le suppletive ci saranno “180mila elettori nel centro di Roma, se vanno a votare in 20mila sarà tanto, sembra che l’hanno fissato apposta il 16 gennaio per fare votare meno persone possibili”. Lo ha detto Matteo Salvini, intervenendo al convegno ‘L’Italia del merito, delle competenze e delle libertà’.

L’occasione per attaccare Bruxelles sul nutriscore e difendere il made in Italy arriva dalol’incontro con la Federazione italiana cuochi. “Ci lasciassero mangiare come i nostri nonni ci hanno insegnato”, dice sorridendo Salvini, con tanto di cappello bianco da chef e divisa personalizzata. “Mobile, moda e cucina sono le cose che tengono alte la nostra bandiera”. Infine una polemica sulla date delle prossime suppletive romane nel collegio di Gualtieri. “Ci saranno 180mila elettori nel centro di Roma. Se vanno a votare in 20mila sarà tanto, sembra che l’hanno fissato apposta il 16 gennaio per fare votare meno persone possibili“.

Pubblicato da edizioni24

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