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Panico a Quarta Repubblica, Antonio Di Pietro sul caso Palamara: “Ci sono due modi per fermare un magistrato: ammazzarlo e..” Gelo in studio Porro: “Sta dicendo una cosa gravissima”

By Lucia Gallo (per ith24)

Le affermazioni dell’ex Pm Antonio Di Pietro ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica su Rete4, fanno accapponare la pelle. Ma hanno un pizzico di realtà.

E sul caso dell’ex capo dell’Anm Luca Palamara, indagato per corruzione, chiosa: “Un magistrato che vuole essere indipendente può essere fermato in 2 modi: o l’ammazzano o da un altro magistrato”.

“Lei sta dicendo una cosa gravissima…”.risponde Porro.

Ma Di Pietro è un fiume in piena, e nota: “Io sono contrario non solo alle correnti, ma pure all’Associazione nazionale magistrati”. “Ma l’Anm è il vostro sindacato, vi difende dalle ingerenze della politica”, incalza Porro. “Appunto. Si ricordi che la magistratura è un potere ed è difesa dalla Costituzione. La politica non c’azzecca niente”. 

E ancora: “Mi preoccupano quei magistrati che fanno già la sentenza prima di accertare i fatti. Una delle persone che stimo di più è Davigo, ma non sempre siamo d’accordo. Io non ho mai usato le intercettazioni, io ero accusato di aver fatto confessare“.

E su Palamara: “Di quale Palamara parla? Di quello che è stato intercettato o degli altri membri del Csm? Se lui faceva accordi c’erano altri che li facevano con lui. Abbiamo scoperto l’acqua calda!”.

Infine: “Quelli di sinistra li ho sempre considerati più bravi ad occultare le prove, a quelli di destra alzavo i puff e trovavo i soldi”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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