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Omicidio a Torre Annunziata per difendere la figlia: arrestati i 4 “mostri”

Svolta nelle indagini per l’omicidio di Maurizio Cerrato, il 61enne custode del Parco Archeologico di Pompei assassinato lunedì sera a Torre Annunziata. Questa notte i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata nei confronti di quattro persone. Sono ritenute responsabili del suo omicidio. Cerrato è stato ucciso in un’aggressione scattata dopo una discussione per un  parcheggio. Lo hanno massacrato sotto gli occhi disperati della figlia ventenne.

I carabinieri hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza. L’aggressione mortale a Cerrato è avvenuta con l’utilizzo di un compressore portatile e di un’arma da taglio. È la ricostruzione che fanno di quanto accaduto nell’area di sosta privata di via IV Novembre.

L’uomo, secondo le ricostruzioni,  sarebbe intervenuto per difendere la figlia. A sostenerlo è stata la stessa Maria Adriana, figlia del custode. «A mio padre è stato fatto un agguato in piena regola solo per difendere me, con questa gente non aveva mai avuto a che fare», aveva scritto nei giorni scorsi in un post pubblicato su Facebook.  La ragazza, poco più che ventenne, ha poi chiuso la propria pagina Facebook e quella del padre.

L’aggressione è avvenuta nella tarda serata di lunedì in via IV novembre, una zona popolare di Torre Annunziata. Secondo le ricostruzioni,  Maria Adrianaha parcheggiato la propria auto in una zona “occupata” con una sedia. Al suo ritorno ha trovato però una gomma tagliata. A quel punto ha chiamato il padre perché la aiutasse a sostituirla. Prima che lui arrivasse ha preso la sedia mettendola sull’auto di uno di quelli abituati a usare questo sistema. Un gesto che ha provocato la reazione feroce.

Maurizio Cerrato ha sostituito la gomma e ma quando stava per allontanarsi con la figlia dopo pochi metri è stato, infatti, raggiunto e picchiato da due persone con un compressore portatile utilizzato per gonfiare pneumatici. Uno dei due, sempre secondo le ricostruzioni, ha poi chiesto aiuto ad altre persone. Gli aggressori sono diventati quattro o cinque. Come si legge sui quotidiani, a quel punto lo hanno circondato e colpito ancora, prima con il compressore, poi con una coltellata al torace.

Subito dopo la corsa in ospedale. Purtroppo, Maurizio non ce l’ha fatta. Sul luogo dell’omicidio è stato ritrovato il compressore ma non il coltello che lo ha colpito al cuore, forse lo stesso usato per tagliare la gomma dell’auto.

Una vicenda che ha provocato orrore non solo a Torre Annunziata. Il sindaco della città, Vincenzo Ascione, ha proclamato il lutto cittadino. «Sono profondamente scosso e scioccato», ha detto. «L’omicidio del nostro concittadino e la violenza e l’efferatezza con le quali è stato perpetrato fanno accapponare la pelle. Questo vile e brutale assassinio è l’ennesima ferita inferta ad una città che cerca faticosamente di risalire la china dopo decenni caratterizzati dalla presenza asfissiante della criminalità organizzata».

Sul caso è intervenuto anche il vescovo di Nola, Francesco Marino. «Condividendo con la chiesa sorella di Napoli lo zelo e l’amore per questa magnifica terra sento di esprimere alla moglie e alle figlie di Maurizio Cerrato, vittima di tanta brutale violenza, la vicinanza spirituale e assicurare la preghiera mia e della chiesa di Nola tutta. La coltellata che ha ucciso Maurizio è un colpo mortale all’intera comunità civile ed ecclesiale di Torre Annunziata».

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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