Non toccate quella manopola, arrivano le multe: la stangata su chi alza il riscaldamento


Contro la crisi energetica il governo decide di mettere in atto un piano di controlli per verificare i consumi all’interno delle case degli italiani che prevede, in caso di violazioni, una multa fino a 3mila euro.

In vista dell’imminente arrivo della stagione fredda, quindi, i cittadini saranno tenuti a limitare il riscaldamento di abitazioni e uffici, optando per temperature interne più basse e riducendo i tempi di attivazione degli impianti. L’esecutivo punta dunque a far sì che tutti, col calo delle bollette di luce e gas, contribuiscano a far fronte agli effetti delle sanzioni imposte dall’Ue alla Russia.

Il piano prevede innanzi tutto l’imposizione, sia per quanto concerne il pubblico che il privato, di una temperatura dei termosifoni inferiore di almeno un grado: non si potrà, pertanto, andare oltre i 19 gradi, anche se non viene esclusa la possibilità che il calo richiesto possa salire anche fino a 2 gradi centigradi (quindi non oltre i 18). Di certo si sa che verrà concessa ai cittadini un’ora in meno di riscaldamento nell’arco della giornata e che sarà imposto un taglio di almeno 15 giorni alla consueta data di attivazione degli impianti: cosa che significa, presumibilmente, far slittare il calendario fino a novembre.

presumibilmente, far slittare il calendario fino a novembre.

Secondo il governo ancora in carica, nel modo pocanzi indicato sarà possibile “conseguire risparmi variabili tra 3 e 6 miliardi di metri cubi di gas in un anno”. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani si è mostrato ottimista e ha minimizzato l’impatto che tali modifiche avranno sugli italiani. “È un piano abbastanza sostenibile e leggero, soprattutto dal punto di vista della vita dei cittadini”, ha infatti dichiarato ieri Cingolani, “e a questo si somma il piano industriale che stiamo definendo con Confindustria in modo che per il 15 ottobre il piano integrato di risparmio gas civile e industriale possa essere presentato, come da agenda, alla Commissione europea”.

All’interno dell’informativa del ministero si specifica che verranno effettuati dei controlli a campione e un monitoraggio della rete nazionale in tutti i punti di prelievo. Gli amministratori di condominio saranno tenuti a intervenire per tenere più basse le temperature dei termosifoni. Oltre ciò, per quanto non specificato nel documento, gli Enti locali dovranno approntare un piano per effettuare ulteriori verifiche.

Sulle sanzioni ancora nulla di ufficiale, in attesa della pubblicazione integrale del testo della misura, anche se è possibile fare delle ipotesi sulla base di alcuni dati di Confedilizia. Nel caso in cui si facesse riferimento al Testo unico sull’edilizia del 2001, nella parte in cui si parla del “risparmio e dell’uso razionale dell’energia”, in caso di violazione degli obblighi si stabilisce una multa “non inferiore a 516 euro e non superiore a 2.582 euro”.

Il governo si potrebbe rifare anche a un decreto che recepisce la direttiva europea sull’efficienza energetica nell’edilizia (2005). “Il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità” che non rispetta le imposizioni relative alla manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale è punito con una multa”non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro”.

Ciò che resta comunque ancora da chiarire è chi si occuperà di effettuare i controlli e in quale maniera lo Stato deciderà di intervenire nelle case dei cittadini italiani.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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