Migranti, Lamorgese mostra la sua faccia di bronzo: “Non penso siano in cima alle preoccupazioni degli italiani”

La Lamorgese a Cernobbio tra faccia tosta e coda di paglia. I migranti presidiano le nostre coste. Anche quest’estate hanno preso d’assalto specialmente il Sud, che a fine agosto ha registrato il record dei record: 2000 migranti sbarcati in un solo giorno tra Lampedusa, Pantelleria e Marettimo. E stando a report e riscontri della cronaca quotidiana degli sbarchi, non potrà che andare peggio. Peraltro, a dirci che il boom degli arrivi via mare moltiplica i suoi numeri, tirando le somme e denunciando cifre da capogiro, è proprio il Viminale. Eppure, nonostante il pregresso e quanto continua a ripetersi sul fronte degli arrivi e dell’accoglienza, la ministra Lamorgese dribbla. Sfodera la coda di paglia. E soprattutto – intervenendo a Cernobbio al Forum Ambrosetti – ha la faccia tosta di dichiarare: «L’aumento dei flussi migratori c’è stato, ma non perché li ho fatti entrare io, ma per le situazioni critiche che ci sono in Libia e in nord Africa»…

Non solo. Riparandosi in calcio d’angolo, la titolare del dicastero degli Interni ha anche aggiunto: «In un mondo globalizzato anche la sicurezza è sempre più collegata alle dinamiche internazionali, e questo lo vediamo anche per l’immigrazione. Penso però che l’immigrazione non sia un tema in cima alla preoccupazione degli italiani, rispetto ad altri temi che toccano il portafoglio dei cittadini». Come se i due temi fossero completamente scorporati. E come se il problema della sicurezza e quello dei costi dell’accoglienza non incidessero nelle vite dei cittadini. Non sarà che «excusatio non petita accusatio manifesta?» …

E allora, sembra sia il caso di ricordare alla ministra Lamorgese che ha aperto solertemente i porti fino ad oggi, che se fino a qualche giorno fa il Viminale aveva registrato dall’inizio dell’anno 58.451 approdi – 20.000 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e tre volte tanto il 2019 – solo il 27 agosto sono sbarcati nei porti in 1.909, con il calcolatore andato in tilt. Non solo: come la matematica insegna, anche invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia: Ong, scafisti e migranti che prendono di mira le nostre coste sono sempre per lo più tunisini, egiziani e cittadini del Bangladesh: insomma, non esattamente profughi in fuga dalle guerre

E ancora: adesso si stanno rivedendo le previsioni dopo le impennate di luglio e agosto con l’aumento delle partenze da Est. Il rischio è che si arrivi a sfiorare i 100mila sbarchi in tutto il 2022». Al netto di pescherecci, velieri, barchini e barconi che scaricano migranti anche tra i bagnanti in spiaggia – come accaduto martedì con un veliero arrivato nel Siracusano – tra Ocean Viking di Sos Mediterranee, Geo Barents di Medici senza frontiere, Sea Eye e compagnia cantante delle Ong, grazie al coordinamento assicurato dal centro di smistamento di Alarm Phone, gli arrivi record di agosto (15.733) – che hanno già battuto i traguardi di luglio (13.802) – anticipano eloquentemente quel che ci aspetta nei prossimi consuntivi…

Oltre al dato “illuminate, che sottolinea che: «Le nazionalità più rappresentate sono Marocco, Albania, Romania, Tunisia, Nigeria, Gambia, Egitto, Algeria, Senegal e Pakistan, di cui la maggior parte irregolari». E ancora, che «il Viminale tende a sottolineare come un reato su tre nel nostro Paese sia compiuto da persone straniere, al di là della distinzione tra regolari e irregolari, ma evidenzia anche che il 39% dei crimini sessuali sono compiuti da cittadini non italiani». Pertanto, se nel conteggio “assoluto” si tratta di una minoranza, scorporando il dato relativo al fatto che «in Italia la popolazione straniera non supera l’8% del totale», fare la proporzione finale è semplice quanto allarmante. E il risultato lo ha enucleato qualche giorno fa il quotidiano milanese: «Gli stranieri compiono circa 5 volte più reati sessuali degli italiani. E i crimini sono anche in aumento nel nostro Paese»…

Se tutto ciò poi ancora non bastasse, potremmo aggiungere che, a proposito dei flussi, la ministra dell’Interno non ha escluso un nuovo decreto che superi il tetto dei 70mila dello scorso anno. Affermando nel mese di giugno che: «Si sta lavorando, a livello di presidenza del consiglio, a un nuovo decreto flussi. E stiamo verificando la possibilità di accelerare le procedure. Manca personale in alcuni settori specifici», ha detto. Ricordando che è all’esame il protocollo firmato con il ministro del Lavoro. Per inserire nel circuito dell’edilizia «coloro che sono titolari di protezione internazionale o che hanno fatto domanda».

E quindi: «Stiamo verificando la possibilità che un analogo protocollo venga fatto anche per altre categorie». Perché, sui famigerati numeri – ha detto chiaramente la Lamorgese – «è possibile che quest’anno siano più elevati». Peccato che ad oggi il fenomeno degli sbarchi in crescita – e in proporzione l’aumento della popolazione chiamata all’accoglienza coatta – più che una possibilità, sia una “amara” certezza…

Pubblicato da edizioni24

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