Mentana al Pd: “Ha la sindrome del ‘tanto al governo ci andiamo lo stesso’”. Senza voti… Senza competenze… Senza una vera cognizione di causa!

Enrico Mentana non è certo un giornalista di destra, ma questo non lo esime dall’essere spietato verso il centrosinistra. Tutt’altro. Di campagne elettorali il direttore del Tg di La7  ne ha sulle spalle parecchie ma brutta come questa proprio mai. Lo ha affermato senza mezzi toni salendo  sul palco della festa del Fatto quotidiano a Roma. Da dove ha dispensato tutto il suo malumore e la sua delusione nei confronti delle forse del centrosinistra.

Tutto sbagliato nella tattica di Letta, dice sostanzialmente Mentana che fa l’elenco degli errori che a suo parere lo condanneranno all’insuccesso. “Ritengo che essersi presentati divisi quasi rinunciando alla partita sia una responsabilità gravissima nei confronti di un elettorato che non meritava questo. Enrico Letta ce lo dovrà spiegare”. Una critica condivisa da molti ministri dem e da molti big del partito. Lo dice soprattutto avendo quotidianamente il termometro della situazione politica dalla palncia di comando del suo telegiornale. Poi spara la verità più contundente verso il Pd:

Secondo il direttore del Tg di La7, nel Partito democratico c’è “la sindrome del ‘tanto al governo ci andiamo lo stesso’”. Bordata clamorosa. E’ una verità raccontata dai fatti e non è un’interpretazione. I dem sono andati  al governo nel 2011 sostenendo Mario Monti dopo il famoso e ormai acclarato ‘golpe bianco’. E da lì non si sono mossi. Prima con Letta, grazie alla “non vittoria” di Bersani nel 2013. Poi con Matteo Renzi e il suo “Enrico stai sereno”, infine con Paolo Gentiloni a chiudere la scorsa legislatura. C’è stata poi la breve parentesi gialloverde tra 2018 e 2019 e poi è iniziata l’era del Conte 2, a fianco dei “nemici” giurati- fino a poco prima-  del Movimento 5 Stelle. Quindi arriviamo ai giorni nostri con il governo di unità nazionale, con Mario Draghi premier. Mentana punge il Pd. Non è che si sono abituati a stare al governo senza combattere e senza guadagnarsi un voto sul campo? Le vicende portano a questa conclusione. Ben strana idea di democrazia.

Pubblicato da edizioni24

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