“Ma quello è un..” L’opera di convincimento agli amici per apparire una Santa e per non perdere la spalla. E poi: “Ero ubriachissima…”. Lui abocca. Spuntano nuove chat nel processo a Ciro Grillo

La seconda udienza del processo a carico di Ciro Grillo e dei suoi tre amici, accusati a vario titolo di violenza sessuale, si è tenuta a Tempio Pausania dove, a sorpresa, si sono presentati per la prima volta due dei quattro imputati, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. Assente, oltre a figlio del garante del M5s, anche Francesco Corsiglia. Nessuno degli imputati, seppure presenti, è stato interrogato o ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Erano lì per “metterci la faccia”, come ha sottolineato l’avvocato difensore. Sono stati, invece, ascoltati 8 testimoni e sono state acquisite anche nuove chat.

“Ho fatto una ca… Poi ti racconterò. Ero ubriachissima“, ha scritto, nelle ore successive a quelle durante il quali si sarebbe compiuta la violenza, una delle due amiche che accusano il gruppo di amici al maestro di kitesurf. Il messaggio è stato riportato dal Corriere della sera ed è tra quelli che sono stati acquisiti in sede di udienza. “Sono stata una stupida, merito quattro schiaffi”, si legge in un altro messaggio inviato all’insegnante e riportato da La Repubblica. La giovane pare avesse stretto un buon rapporto con il suo istruttore, tanto da confidarsi e da cercare in lui un sostegno morale. In quelle chat ci sarebbero dettagli che potrebbero aiutare a ricostruire quella notte, iniziata il 16 luglio al Billionaire di Porto Cervo e proseguita poi nella villetta di Grillo.

In quella casa, tra le 5 e le 9 del mattino, si sarebbero compiuti gli abusi sulla ragazza e sull’amica. Una ricostruzione rigettata dalla difesa del gruppo di amici, secondo i quali la giovane era “consenziente“. Ci sono però le foto, incontrovertibili, che mostrano i ragazzi che esibiscono i loro genitali davanti al volto di un delle due amiche mentre sta dormendo e che sono valse un’altra denuncia per violenza sessuale.

Quella notte sarebbe dovuta essere molto movimentata ma nessuno dei quattro vicini di casa dell’appartamento della famiglia Grillo nel residence di Porto Cervo, dove si sarebbe consumata la violenza di gruppo sulle due ragazze, ha sentito o notato niente di anomalo la notte tra il 16 e 17 luglio 2019. Lo hanno confermato in aula gli stessi vicini. “Quella notte non abbiamo sentito grida, solo musica e chiacchiere”, hanno sostenuto. Il passaggio più importante dell’udienza è però stata l’acquisizione delle chat, chiesta dal procuratore Gregorio Capasso, alla quale la difesa si era inizialmente opposta. Giulia Bongiorno, avvocato di una delle amiche, ha comunque ritenuto particolarmente importante l’ultimo di 3 messaggi inviati all’istruttore, quello in cui spiega di aver ecceduto con l’alcol.

“È pacifico che se manca il consenso consapevole, perché la ragazza ha fatto abuso di alcol, si tratta di violenza sessuale”, ha sostenuto l’avvocato Bongiorno, da sempre in prima linea contro la violenza sulle donne. Netta la sua risposta davanti a un’obiezione: “Non si può fare sesso se l’altra persona non presta consenso o il consenso è viziato”. Per l’avvocato Bongiorno, la testimonianza dei vicini è irrilevante, perché “non è uno stupro avvenuto in strada”.

La terza udienza è stata fissata il prossimo 21 settembre e all’uscita dal tribunale, l’avvocato Antonella Cuccureddu, uno dei difensori di Francesco Corsiglia, ha detto ai giornalisti in attesa: “Quella di oggi è stata un’udienza molto utile. Le dichiarazioni dei vicini di casa di Grillo e le spiegazioni dei pubblici ufficiali che hanno svolto accertamenti e indagini confermano l’impianto difensivo sulla innocenzadei nostri assistiti”.

Pubblicato da edizioni24

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