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Guerra fredda Russia-Ue: David Sassoli ritenuto persona non gradita da Mosca

La Russia ha sanzionato David Sassoli e altri sette responsabili Ue, vietando loro l’ingresso nel Paese. Mosca ha spiegato la decisione come una risposta alle sanzioni Ue nei suoi confronti. Il ministero degli Esteri russo, infatti, ha accusato Bruxelles di «continuare la sua politica di illegittime misure restrittive unilaterali contro cittadini russi e organizzazioni». Secondo Mosca, l’Ue violerebbe «le basi del diritto internazionale» e alimenterebbe «deliberatamente un’isteria anti russa nei media occidentali», mentre tutte le proposte del Cremlino per risolvere le «questioni problematiche» nei rapporti bilaterali verrebbero «sistematicamente ignorate o respinte» dall’Ue.

Secondo Mosca, inoltre, il «vero» obiettivo dell’Ue sarebbe quello di «frenare lo sviluppo» della Russia «ad ogni costo» e di «imporre» il concetto «sbilenco» di un «ordine mondiale» che «mina il diritto internazionale», nonché di «sfidare apertamente l’autonomia della politica interna ed estera russa», in modo «aperto e deliberato». Il tutto, «naturalmente», con ‘l’incoraggiamento degli Usa’ i quali «non nascondono l’interesse di trasformare l’Europa, ancora una volta, in un’arena di aspro confronto geopolitico». Pertanto, alla luce delle sanzioni mirate Ue del 2 e 22 marzo 2021, la Russia ha dichiarato persone non gradite una serie personalità europee, fra le quali David Sassoli.

Al presidente del Parlamento europeo è arrivata la solidarietà trasversale delle forze politiche. La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha chiarito che «nessuna differenza di vedute può giustificare sanzioni personali di questa portata e di questa gravità»; Enrico Lettaha parlato di un «atto di ostilità senza precedenti»; per il gruppo della Lega al Parlamento europeo si tratta di «sanzioni ingiustificate e intimidazioni»; il M5S ha condannato «decisamente» le sanzioni. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha sottolineato che questo «gesto di ostilità incomprensibile» non è «compatibile con i valori della democrazia europea e con i principi del diritto internazionale». Ugualmente la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha commentato il fatto come «un gesto intimidatorio senza precedenti, che colpisce al cuore tutte le democrazie d’Europa».

Oltre a Sassoli sono stati sanzionati: Vera Jourova, vice presidente della Commissione Ue per i valori e la trasparenza; Ivars Abolins, presidente del National Electronic Media Council della Lettonia; Maris Baltins, direttore del National Language Centre della Lettonia; Jacques Maire, membro della delegazione francese all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa; Jorg Raupach, capo dell’ufficio del procuratore di Berlino; Asa Scott, capo del laboratorio di sicurezza chimica, biologica e nucleare, Total Defence Research Institute, Svezia; Ilmar Tomusk, capo del Language Department dell’Estonia.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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