Giorgia Meloni smonta la sinistra e il Pd: “Il loro programma? Dire che sono brutta e cattiva”

Il Pd trema e il suo segretario Enrico Letta le prova tutte pur di delegittimare l’avversario: specie se il competitor si chiama Giorgia Meloni. Così, raschiando il fondo del barile in cerca di argomentazioni e attacchi al vetriolo, al numero uno del Nazareno – orfano dei grillini e scaricato da Calenda, re dei ripensamenti – non resta che sventolare il vessillo ormai logoro e scolorito dell’allarme fascista. Meglio poi se incorniciato in un quadro che contempla accuse e offese dall’indigesto sapore misogino e sessista. Salvo poi vedersi costretto però a rimangiarsi imbarazzanti gaffes e chiedere venia.

Così, dopo aver evocato lo spettro del pericolo fascista, e aver testualmente affermato che «Giorgia Meloni sta cercando di riposizionarsi, cambiare immagine, incipriarsi. Mi sembra un’operazione abbastanza complicata quando i punti di riferimento sono la Polonia e Orban», Letta non ha potuto far altro che incassare la replica della leader di FdI, e fare retromarcia, con tante scuse.

La Meloni, infatti, incisiva e puntuale, ha risposto al goffo tentativo di affondo del segretario dem chiarendo: Caro Letta – ha replicato la presidente di FdI – al netto della misoginia che questa frase tradisce e dell’idea secondo la quale una donna dovrebbe essere attenta solo a trucchi e borsette, il vostro problema è che non ho bisogno di “incipriarmii” per essere credibile».

Poi, assestata la stoccata al leader del Pd, la numero uno di Fratelli d’Italia – che ha fatto di chiarezza e coerenza il suo vessillo politico – rivolgendosi alla sinistra tutta (e non solo parlando a nuora perché suocera intenda), ha incalzato gli avversari, sottolineando via Twitter: «Il programma della sinistra lo conosciamo bene: “Giorgia Meloni è brutta e cattiva, turati il naso e vota Pd“. La coalizione di centrodestra – prosegue quindi la presidente di FdI – ha invece voluto definire un “Accordo quadro di programma” per il governo della Nazione».

Definendo e ribadendo dunque quella che è «la cornice essenziale entro la quale vogliamo operare se gli italiani ci affideranno le sorti dell’Italia» – ha aggiunto a stretto giro Giorgia Meloni –. Concludendo poi: «Ogni forza politica dettaglierà le proprie proposte specifiche, e saranno gli italiani, con il loro voto, a premiare quelle più credibili e convincenti. Noi siamo pronti». E stando ai sondaggi e ai commentatori e corsivisti politici, gli elettori pure.

Tanto che, ancora qualche ora fa, la Meloni ospite di Radio Montecarlo, ha tenuto a precisare: «Vediamo finalmente gli italiani esprimersi, dopo governi che sono passati sulla loro testa. Stiamo facendo campagna elettorale senza fare promesse che non possiamo realizzare. È il caso di dire come stanno le cose, partendo dai dati reali». E infine: «Noi – ha ribadito la leader di FdI – ci concentriamo molto sulla questione economica, sui bisogni di aziende e lavoratori. La sinistra ha sostenuto le grandi concentrazioni invece». Sarà questo che fa inciampare Letta nelle gaffes e cadere la sinistranella solita tentazione di gridare al lupo al lupo? Agli elettori l’ardua sentenza…

Pubblicato da edizioni24

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