Giorgia Meloni a spalle larghe da Al Sisi, tocca anche il caso Regeni

La Cop27, ospitata a Sharm El Sheikh, è stata anche l’occasione per il presidente del consiglio Giorgia Meloni per avere il primo faccia a faccia con il presidente egiziano Al Sisi. E non è stato certo un incontro come tanti. Nelle relazioni tra Roma e Il Cairo a pesare è senza dubbio quanto avvenuto nel gennaio 2016, mese in cui il ricercatore italianoGiulio Regeni è stato trovato morto lungo l’autostrada tra la capitale egiziana e Alessandria.

Da allora le pressioni per ottenere verità per il giovane nostro connazionale barbaramente ucciso e le non sempre chiare risposte ottenute dalla magistratura locale, hanno lasciato spazio a non poca freddezza tra le parti. Almeno sotto il profilo politico. Perché, sul versante economico, non sono mancati in questi sei anni accordi importanti soprattutto sul fronte energetico.

Sharm El Sheikh ha fatto da sfondo al vertice internazionale sul clima e sulle politiche ambientali. Un’occasione per molti capi di Stato e di governo per ritrovarsi e tenere incontri bilaterali. Del resto, alla vigilia di un delicato G20 in Indonesia e nel pieno della guerra in Ucraina, sono molti gli argomenti in ballo a livello internazionale.

Già da ieri sera sia fonti italiane che egiziane parlavano della possibilità di un incontro privato tra Giorgia Meloni e Abdel Fatah Al Sisi. Inizialmente il vertice non era in agenda. Anche perché, come detto, sull’asse tra Roma e Il Cairo pesa il caso di Giulio Regeni, così come diPatrick Zaki. Ossia lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere per diversi anni a causa di un suo articolo.

Il vertice alla fine si è tenuto realmente. Fonti diplomatiche egiziane hanno riferito di un bilaterale durato un’ora e un quarto a margine della Cop27. Palazzo Chigi ha confermato l’incontro e in una nota è stato sottolineato come il primo argomento toccato ha riguardato i casi di Regeni e Zaki.

“L’incontro – si legge nella nota della presidenza del consiglio – ha dato occasione al presidente Meloni di sollevare il tema del rispetto dei diritti umani e di sottolineare la forte attenzione dell’Italia sui casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki”. Non sono stati rivelati i dettagli delle discussioni, al momento si sa soltanto che da parte italiana è stata data attenzione alle vicende relative allo sfortunato ricercatore e allo studente di Bologna.

Obiettivo del governo italiano potrebbe essere quello di fare pressione su Il Cairo, al fine di ottenere una maggiore collaborazione sia per la definitiva liberazione di Zaki e sia per arrivare alla conclusione delle indagini sulla morte di Regeni. Gli inquirenti che indagano sul caso hanno da tempo chiesto all’Egitto la consegna di quattro funzionari dei servizi di sicurezza accusati del delitto del ricercatore, ma non hanno mai ottenuto significative risposte.

Se da un lato sembra essere un passo importante quello del ribadire l’attenzione italiana sui diritti umani e sulle vicende Zaki e Regeni, dall’altro è ancora presto per valutare eventuali passi in avanti verso la verità.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.