(Gelosia tra donne) Nina Z epocale a ith24: “Fieri dei nostri valori, a volte siamo costretti a combattere anche contro il “nulla” che avanza. In questa società di burattini, dire la verità è un’arte in via di estinzione. Ma se proprio vuoi raccontare le “balle”, prima assicurati di avere una buona memoria… eh già…”

By Nina Z (Per ith24)

Non sono popolae come l’amministratore del sito, che ad ogni suo articolo fa migliaia di ascolti. Tanto meno ho intenzione di diventarlo ora. Quello che posso affermare con forza è che sono fiera dei miei valori. Ed è proprio in nome di quei valori che a volte siamo costretti a combattere anche contro il “nulla” che avanza. Oggi, grazie al portale di informazione ith24, ho la possibilità di scrivere un mio pensiero personale che parla esclusivamente della gelosia tra noi donne.

Anche se non nascondo che sono più maschilista che femminista. (Lo scrivo da donna). Uno dei miei ex comandanti mi diceva sempre: non mischiare mai il sangue di un cavallo di razza con quello di punta, anche se alla lunga vincerà il cavallo di razza, quello di punta tenterà sempre di mettergli il bastone tra le gambe. Ed il difetto maggiore dei cavalli di punta è che sono di memoria corta. Verrebbe da dire: “Mal comune mezzo gaudio”.

Il meccanismo è collaudato, il risultato certo, l’effetto quello di una propaganda patetica. Cerco di spiegarlo con un esempio: dietro ogni bugia si può nascondere una forma di gelosia, io lo chiamo “lo scopo”, “il fine”, È raro che una bugia resti inpunita in eterno. Per questo bisogna sempre assicurarsi che quello che si è costruito attraverso le bugie sia solido e saldo. Perché i Castelli di sabbia prima o poi si sgretolano. Altrimenti sarà stato solo tempo sprecato. (Oltre al cavallo di razza e a quello di punta, di memoria corta, c’è anche quello da trotto). Quello da troppo di solito macina bugie per mestiere. E di solito si accomuna al cavallo di punta. La doppietta. In ambiente militare noi le chiamiamo coppiette che fa rima con macchiette.

Non molto tempo fa lessi su un giornale Russo una strana storia di gelosia. Non ricordo quale giornale fosse, ma solo il contenuto. “Due ragazze di origini rom, beccate a rubare”. E quello che mi colpii fu la premessa del giornalista: “Anche tra ladre incombe la gelosia”. A dimostrazione che la gelosia non ha sesso né età tanto meno ceto sociale. Quello che destò sgomento alla Corte ma come del resto a noi lettori è che una delle due Rom sottoscrisse una storia totalmente distorta e diversa anche al Giudice, nel quale era chiamato ad esprimersi sul furto. Avendo tra le altre anche le videoriprese del supermercato in oggetto. Così pur di apparire una puledra vergine e purosangue, la di Lei Rom iniziò ad attribuire tutte le colpe all’amica che materialmente fu beccata con le mani nella marmellata. E poi si scoprirà che non solo aveva fatto quello per il quale dichiarava il contrario, ma aveva puntato anche il dito medio contro la complice per pura gelosia.

Ma nella strana vicenda emerse un altro aspetto saliente e cioè che i bugiardi compulsivi a volte dimenticano le proprie azioni. Tendono a rimuoverle. Proprio come quelli che credendo di essersi recati a piedi al tabacchi a comprare le sigarette, quando invece si erano recati con la propria auto. rincasando a piedi. Nella sentenza finale si scopri che tra le due amiche di etnia Rom c’era appunto una strana forma di gelosia regressa. Motivo per il quale, all’atto del processo, la donna (il palo) tentò di svignarsela facendo ricadere tutte le colpe alla esecutrice materiale. (Una sorta di pentimento strumentale). Ed è proprio in quel momento che mi resi conto fin dove può arrivare la cattiveria di una donna gelosa. Lo scrivo da donna. Sono l’autrice dell’articolo!.

Ovviamente uso il mio pseudonimo. Come hanno fatto per il passato e sicuramente continueranno a fare altri colleghi a cui interessa più il fine del messaggio che rendere pubblica la propria persona attraverso un nome o una faccia. Sai quanto se ne frega il lettore? Egli vuole capire. Essere istruito. E caso mai non cadere nello stesso errore. Il resto è solo fumo di paglia. Per questo motivo dico sempre alle mie sottoposte di essere sempre se stesse. Perché quello che realmente conta nella vita è l’onestà. I valori. E questa virtù non tutti possono permettersela.. Al mio Paese, nei pressi del lago di Como, si dice “chi giudica viene giudicato. E chi disprezza vuol comprare…. ma soprattutto se sbagli paghi. Non importa quanto ci vorrà, ma paghi”.

Proprio come quella ragazza rom emigrata in Russia. Non tanto per la strana forma di gelosia palesata, ma perché complice di un reato penale che anche in Russia è punito con la detenzione.

Tornando alla gelosia. Una spiegazione del successo di queste balle è la piaggeria delle stesse, sicuramente qualcuno sostiene anche l’incompetenza, perchè accecati. (bisogna essere abili a maneggiare le balle, a differenza delle zucchine, furto al Supermercato della Rom) qualunque sia lo scopo che si persegue, bisogna avere una memoria di ferro. Soprattutto se si lascia traccia. Ma c’è anche qualcosa di più inquietante: la convinzione, da parte dei fautori che i giudici (come nel caso della ragazza Rom) o come chi ci circonda siano talmente fessi da non capire questo sentimento negativo verso il malcapitato. Per fortuna ogni spettacolo finisce con la chiusura di un sipario. È solo questione di tempo. Bisognerà poi consegnare al lettore una sintesi, uno slogan da ripetere a tavola e con gli amici. Proprio come fece quel giornalista Russo attenzionamdo me in quanto lettrice.

Eh già… capita anche questo. Oppure come capitò a Vanna Marchi e figlia, che inizialmente, prima che emergessero tutte le loro malefatte, gridavano a squarcia gola la loro innocenza. E dire che quasi avevano convinto anche me. Le lacrime, finte o vere, mi fanno sempre un certo effetto. Ma questo ormai non fa più scalpore, è all’ordine del giorno. Soprattutto se si parla di gelosia tra donne.

Ne ho viste tante. Come l’ultima. Una collega (Federica Tiberi, nome di fantasia) senza sapere il perché, in ufficio, presenta a tutte il suo nuovo fidanzato tranne che a me. È vero. A volte gli uomini possono essere dei veri stronzi. A chi non è capitato di vedere il proprio compagno andare con un’altra? O intrattenere Chat segrete con altre donne? O magari sciogliersi davanti una foto di una modella? Allora capisco. Di uomini stronzi ce ne sono tanti… E dire che io alla collega non avevo mai fatto nulla. Anzi. È vero, sono separata ed oggi convivo con un altro uomo che a seguito di questi ed altri atteggiamenti di gelosia da parte di questa mia collega di lavoro, è arrivato anche a chiarire alla collega che l’amicizia scinde dai rapporti privati. Si è arrivati finanche ad avere una discussione accesa, credetemi. E ad oggi non mi spiego ancora il perché.

Di solito la gelosia tra ragazze nasce generalmente nel momento in cui nell’amicizia subentrano altre persone o un partner. Sentirsi esclusi, non considerati, ignorati addirittura, genera forti attriti che vengono nascosti. In ogni caso, è bene distinguere la gelosia dall’invidia, anche se possono manifestarsi insieme.

L’amicizia può avere molte sfumature. La relazione tra donne, a volte, risulta essere più complicata dell’amicizia tra uomini o tra uomo e donna. L’affetto e la stima reciproca sono alla base di una relazione sana. Eppure, entrambe possono non bastare nel momento in cui si presenta un altro sentimento. Si tratta della gelosia, che spesso accomuna molte amicizie tra donne.

La gelosia è molto comune e si manifesta con la paura di perdere l’esclusività dell’affetto dell’amica. Può accadere che una delle due amiche nasconda questo sentimento a lungo. Questo comportamento può davvero far male all’amicizia e far nascere comportamenti ostili e cattivi. La gelosia è spesso un’emozione tossica per qualsiasi relazione. Che sia di natura amorosa o amicale, la gelosia diventa ancor più distruttiva se non viene espressa. Quando si prova verso un’amica, capita di vergognarsi e di non manifestarla. Invece, parlarne è importante ed evita moltissime spiacevoli conseguenze.

È difficile capire quando si sta veramente provando gelosia. Ancor più difficile è sentire se la nostra amica sta coltivando questo sentimento. Eppure esistono degli indizi rivelatori. Una persona gelosa all’inizio non dà segnali evidenti. Alcuni comportamenti però risulteranno strani. Parlando degli altri amici si comporta come se niente fosse, cercando di apparire disinteressata. Lo dimostra anche con l’abbigliamento. Ad edempio mostrandosi con abiti di poco rilievo alla loro presenza. Questo finto disinteresse tende a generare l’effetto contrario: attenzioni.

Secondariamente cerca di allontanarsi e isolarsi con scuse di impegni, stanchezza , mal di testa o altro.. Poi ci saranno comportamenti più evidenti, come esplosioni di rabbia in discussioni banali, ricerca di attenzione con battute inopportune, o gesti di stizza improvvisa e cambiamenti d’umore. Può darsi anche che l’amica gelosa cerchi di tenere sotto controllo le amicizie o la vita della persona per il quale scoppia questo sentimento malato. Per finire, uno dei comportamenti tipici della gelosia è mostrarsi pessimista e negativa su ogni argomento o proposito dell’altra persona. Il consiglio è di essere sempre sinceri con se stessi e con gli altri, anche nel caso di un sentimento irrazionale e poco gradevole come la gelosia.

E di solito se questo.sentimento malato non viene curato in tempo si finisce per voler addirittura distruggere l’amica o la persona in questione. Si tenta a tutti i costi (inconscio) di voler vedere distrutta l’altra persona attribuendo lei falsità di ogni genere: “è volgare, violenta, ha rubato 3 euro dalla cassa per il caffè, ruba le donne agli uomini sposati”. Oppure se la si vede felice si passa ai tipici consigli protettivi (il cosiddetto doppio fine) affinché non si relazioni più con gli altri: “Ci sono passata anch’io. È un donnaiolo, ti farà le corna. Soffrirai. Non fare la fine mia, salvati”. Così facendo si attenziona la propria sofferenza, le proprie ragioni agli occhi dell’amica malcapitata. E la loro più grande paura sta nel vederle realizzate. Allora si aggrappano anche alla complicità di altri, dopo aver raccontato loro bugie al sol fine di rafforzare le loro tesi. Coinvolgono finamche amici e familiari (le cosiddette squadriglie): “guarda, ha preso una multa? Guarda, ha rubato la donna a quello?! È vero che non è buono? Si si… rispondono chi non conosce neanche di chi si sta parlando, ma sol per sentito dire dal racconto della donna gelosa: “È un donnaiolo”. Hai visto? Incalza la donna gelosa “Lo dicono anche loro. Mo che vuoi fare? Io te l’ho detto, mo fai come vuoi tu”. Cercano di farti venire anche i cosiddetti senzi di colpa. Ti bombardano talmente tanto la mente che ad un certo punto non sai più neanche chi sei. Inizi a ragionare come loro. Ed è proprio quando hanno raggiunto il proprio scopo, che subentra la solidarietà, la vicinanza, lo stare al centro dell’attenzione: “tu sei forte… madonna, non mi aspettavo che fossi così forte. Io al posto tuo, forse, non ce l’avrei fatta”. (Ma non erano quelle che ti dicevano salvati?). Insomma, in un modo o nell’altro si mantengono a galla riempiendo le loro giornate vuote e noiose cavalcando le disgrazie di povere disagiate manipolabili, molto spesso con gravissimi disturbi psichici regressi (non curati). E la cosa più grave, è quand’anche si sveglino dal sonno, e si rendono conto delle azioni gelose protratte ai loro danni, per vergogna e/o per mancanza di coraggio, per non ritrovarsi definitivamente sole, continuano ad appoggiare quelle tesi facendole loro. Finendo per vivere la vita degli altri. Se avete bisogno di un aiuto, un consiglio, scrivetemi pure. L’email è [email protected] Possiamo aiutarvi a prevenire questa forma di gelosia con la prevenzione. Perché molte di queste forme di gelosia possono sfociare anche in vere e proprie disgrazie.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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