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È tutta una farsa, Meloni: “figuraccia M5S-Pd, prima esaltano Conte e poi votano un testo che dice il contrario”

Pd e M5S prima hanno esaltato il risultato ottenuto da Conte sul Recovery Fund. E poi hanno votato una risoluzione europea che mette in luce tutte le magagne del compromesso di Bruxelles. Lo denuncia Carlo Fidanza al Parlamento europeo: “Fate la standing ovation a Conte.

Ma avevamo ragione noi quando dicevamo che la parte dei sussidi è stata troppo ridimensionata. E quando dicevamo che i soldi arriveranno troppo tardi

 Un concetto ripreso da Giorgia Meloninella sua dichiarazione sull’argomento: “Cortocircuito della maggioranza giallorossa – dice Meloni –  in Italia raccontano del trionfo di Conte dopo il negoziato del Consiglio europeo, ma in Europa smentiscono loro stessi votando una risoluzione che descrive uno scenario molto diverso. Mettono nero su bianco che i sussidi sono stati ridimensionati e che i soldi arriveranno troppo tardi, ammettono che mentre le aziende italiane saranno massacrate dalla tassa sulla plastica la faranno franca, per l’ennesima volta, i colossi del web e della finanza.

Aggiungono che bisogna finirla con gli inaccettabili privilegi per i frugali del nord Europa. Tutte cose che Fratelli d’Italia sostiene da tempo ma che purtroppo non ci sono nell’accordo portato a casa da Conte”.

“Non contenti – prosegue Meloni – sono andati in testacoda anche sul Mes, dividendosi ancora una volta. Su tutti questi argomenti Fratelli d’Italia ha le idee molto chiare e vigilerà affinché i soldi arrivino prima possibile e l’Italia non venga commissariata da Bruxelles, Berlino e Amsterdam”.

Nella risoluzione votata oggi sulle conclusioni del Consiglio Europeo  (approvata con 465 voti a favore, 150 contrari e 67 astenuti) si dichiara che il Parlamento Europeo “non metterà il suo timbro sul fatto compiuto” ed è “pronto a non dare il suo accordo all’Mff 2021-27 finché non verrà raggiunto un accordo soddisfacente nei negoziati tra Parlamento e Consiglio”.

E ricorda che “tutti i 40 programmi Ue finanziati dall’Mff devono avere il consenso del Parlamento, come colegislatore”. Un accordo dev’essere raggiunto “al più tardi entro fine ottobre”, per assicurare l’avvio dei programmi dal primo gennaio 2021.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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