Da anonimus sui tablet, ai segnalatori di Facebook, gli assistenti hacker russi attaccono siti di Senato e Difesa del collettivo “Killnet”

Offensiva telematica dalla Russia. Alcuni siti italiani sono sotto attacco degli hacker russi. L’aggressione è stata rivendicata dal collettivo russo “Killnet” e ha colpito alcuni tra i siti governativi italiani tra cui quello del Senato e quello della Difesa, irraggiungibili sul web. Secondo quanto si apprende non avrebbe al momento compromesso le infrastrutture ma starebbe rendendo complicato l’accesso ai diversi siti. Sono in corso gli accertamenti da parte degli apparati della sicurezza informatica, l’accesso ai siti è al momento impossibile o molto rallentato.

Su Telegram il collettivo ha pubblicato una serie di indirizzi che sarebbero stati violati, con l’indicazione “attacco all’Italia”. Nell’elenco compaiono, oltre a Senato e Difesa, Scuola alti studi di Lucca, Istituto superiore di Sanità, Banca Compass, Infomedix (una società di servizi alle aziende) e l’Aci. Il collettivo “Killnet” si oppone a quello di “Anonymous”che invece opera contro obiettivi russi.

Si sarebbe trattato, apprende l’Adnkronos, di un attacco informatico di tipo DDos (Denial of Service) da parte di più computer ‘zombie’ controllati a distanza dagli hacker. Tra gli altri portali presi di mira dall’attacco ci sarebbero anche quelli dell’Iss e il sito dell’Aci.

“L’azione di Killnet è preoccupante”. Così Pierguido Iezzi, Ceo di Swascan (Tinexta Cyber), commenta l’attacco in corso da parte di hacker russi ai siti italiani. “Questo gruppo di hacker russi è noto per il suo atteggiamento militante e d’impronta cyber terroristica. Durante il mese di aprile, per esempio, aveva minacciato di spegnere i ventilatori degli ospedali britannici come ritorsione per l’arresto di un presunto membro”.

“Nei report di analisi che il SOC e Threat Intelligence Team di Swascan sta rilasciando – prosegue Iezzi – è evidente come la cyberwar sia un elemento attivo non solo come minaccia concreta alle istituzioni e infrastrutture critiche ma anche come leva di disinformazione. L’attacco diretto contro le istituzioni italiane è l’ennesima escalation nel teatro della cyber war. Bisogna prestare massima attenzione anche alla dimensione digitale dei conflitti prima che sfocino in veri e propri casus belli: una sorta di attentato di Sarajevo digitale”.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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