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Come a un interrogatorio di un terrorista: “Prendi una sciarpa e bendati”, follia di una prof durante l’interrogazione in dad: calpestati i diritti di una alunna

Follie da didattica a distanza. “Prenda una sciarpa e si bendi, voglio vedere se ha studiato davvero”. Deprecabile episodio accaduto in un istituto di Verona. Secondo quanto riporta La Repubblica, una studentessa di 15 anni si è bendato gli occhi con una sciarpa dopo indicazione della docente di lingua tedesca che non credeva alla sua bravura durante l’interrogazione. Con senso di disciplina la studentessa ha accettato, nonostante  l’umiliazione per il fatto di essere vista da tutti i compagni di classe collegati in quel momento.

“Mi sono sentita a disagio, come se mi stessero accusando di imbrogliare”, ha detto la giovane parlando con i rappresentanti d’istituto e con gli esponenti della Rete degli studenti medi veronesi. Già è un momento difficile, non capiamo come si possa pensare di umiliare in questo modo i ragazzi”, dice Camilla Velotta, responsabile locale della Rete, come riporta il sito Orizzonte scuola.it. Una situazione umilianteI compagni di classe, collegati con la piattaforma Teams, hanno fotografato la schermata. E quell’immagine è finita anche nelle chat dei genitori, suscitando uno sdegno unanime.

“Il nostro appello è di denunciare tutti i professori che fanno simili richieste: noi ci siamo, ci occuperemo delle vertenze, afferma Lorenzo Baronti, rappresentante d’istituto. Non è un caso isolato. ” Lo scorso mese di ottobre – leggiamo su Repubblica- un caso analogo accadde in un liceo di Scafati, vicino a Salerno. Sette mesi dopo e 720 chilometri più a nord, ecco una nuova interrogazione orale bendata.

La studentessa di Verona aveva iniziato in modo brillante l’interrogazione e questo aveva fatto insospettire la prof. Bisogna dire che gli insegnanti dopo un anno di didattica a distanza sono diventati molto sospettosi. Spesso gli studenti hanno usato trucchetti. Ma nulla può spingere a tanto, a chiedere alla ragazza di coprirsi gli occhi. Si possono e di devono trovare altri metodi  per verificare la bontà di un’interrogazione. Chiedere di bendarsi è stato umiliante. Rifiutare avrebbe significato far terminare anzitempo l’interrogazione e mettersi in rotta di collisione con la professoressa, complicando una situazione già di per sé complicata , probabilmente, anche con un voto insufficiente. Quindi è stato difficile rifiutare in quelle condizioni di pressione psicologica. «Mi sono sentita a disagio, come se mi stessero accusando di imbrogliare », ha detto la giovane parlando con i rappresentanti d’istituto e con gli esponenti della Rete degli studenti medi veronesi.

La vicenda non è finita qui. “Abbiamo chiesto un confronto con il preside dell’istituto per vedere come risolvere la questione. Anche perché a quanto sappiamo, non è la prima volta che la professoressa chiede ad una studentessa di bendarsi durante una interrogazione è già successo in altre occasioni”. Così Lorenzo Baronti, rappresentante di istituto della Rete studenti medi spiega all’Adnkronos la vicenda. Che avrà un seguito: “Noi sappiamo che questa cosa la fa da tempo, non è un caso isolato. Ma quest’ultimo, nei giorni scorsi è ‘esploso’ e per questo abbiamo chiesto unconfronto con il preside”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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