All’oligarca russo manca il tenore… piange miseria: “Non posso sopravvivere senza autista e senza colf…”

L’oligarca russo amico di Putin, Petr Aven, deve proprio avere le mani bucate. Le sanzioni occidentali lo hanno preso talmente alla spovvista da stravolgere pesantemente il suo tenore di vita. Petr Aven, oligarca ma anche ex ministro per le relazioni economiche con l’estero del governo Eltsin, ha un patrimonio, anzi ex patrimonio,  di circa 4,5 miliardi di sterline secondo quanto stimato dal Cremlino. Adesso, però, di questo ben di Dio. Non sono rimaste che le briciole e in un’intervista al Financial Times piange miseria, piagato dalle “ristrettezze”. Ora che deve fare i conti con le sanzioni dell’Unione europea e del Regno Unito. Ad Aven, come tanti magnati, sono stati congelati i conti e dunque tagliato le spese “essenziali”.

Già, quali sono per lui le spese essenziali ? La disperazione trabocca dalle sue parole: “La mia vita è cambiata dall’oggi al domani, dobbiamo in qualche modo iniziare una nuova vita”. La nuova vita deve essere particolarmente “dura”, un’esistenza senza più agi. “Mi sarà permesso avere una colf o un autista? – si chiede mentre gli ucraini devono affrontare una guerra iniziata da Vladimir PutinNon guido una macchina, forse guiderà la mia figliastra. Non capiamo come potremo sopravvivere”. Un “pianto” che si riduce a fare a meno di una domestica e di un autista, mentre infuria la guerra, si ammazzano bambini e si bombardano asili e ospedali. Uno sfogo che fa a cazotti col senso della realtà. Più che un oligarca sembra un alieno.

L’ex ministro e putiniano di ferro ora rischia l’espulsione dalla Gran Bretagna, dove vive in un appartamento faraonico all’ultimo piano nel ricchissimo quartiere londinese di St James. Ad Aven i soldi non mancano. Con il socio in affari Mikhail Fridman ha costruito un conglomerato bancario di servizi finanziari e di investimento in Russia. Quasi 14 miliardi di dollari di proventi sono stati poi reinvestiti attraverso LetterOne; il gruppo di investimento con sede a Londra che è in comproprietà con altri partner sotto sanzioni come Fridman e German Khan.  “Se vado via non potrò mai più tornare“,  ha detto ancora, spiegando che a Londra c’è tutta la sua vita.

Per questo l’uomo è pronto a fare causa. Ma non riesce a trovare un legale.  “Gli avvocati britannici – dice al FT-  non vogliono lavorare con i russi . Mi è stato detto che è quasi impossibile modificare le sanzioni”. Oltre ai conti congelati, secondo il Guardian, le autorità hanno sequestrato anche una sua lussuosissima casa di montagna e sono scattati diversi provvedimenti per un complesso immobiliare a Punta Sardegna, in provincia di Sassari. Insomma, unoligarca disperato, una vitaccia. Talmente disperato da “disconoscere” pure Putin:  “Per fare affari in Russia è necessario un contatto con il presidente; quando il suo ufficio chiama non c’è altra scelta che rispondere – ha concluso nell’intervista al Financial Times -. Cerchiamo di rimanere fuori dalla politica, non posso essere sanzionato solo perché incontro il presidente”.

Pubblicato da edizioni24

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