2 Giugno, ai pacifisti italiani vanno le scarpe strette: vogliono una sfilata senza armi, magari in gonnella. Ma sfileranno 5000 soldati, elicotteri e carriarmati

Torna domani a Roma, dopo due anni di stop dovuto alla pandemia, la parata del 2 giugno ai Fori imperiali per la Festa della Repubblica. Sotto lo slogan “Insieme a Difesa della pace” sfileranno in cinquemila, tra personale militare e civile, ma anche 170 cavalli e 22 elicotteri e mezzi pesanti, con la chiusura affidata alle Frecce Tricolori.

La giornata inizierà con l’alzabandiera solenne presso l’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto da parte del presidente della Repubblica che, successivamente, passerà in rassegna i Reparti lungo viale delle Terme di Caracalla. Alle 10 partirà la sfilata, che sarà aperta da una rappresentativa di sindaci con la fascia tricolore seguiti da personale della sanità civile con – novità di quest’anno – il passaggio di un elicottero del 118, a simboleggiare tutti coloro che sono stati impegnati in prima linea contro la pandemia. Dalle tribune assisteranno le più alte cariche istituzionali, a cominciare dal presidente Sergio Mattarella e dal premier Mario Draghi, all’esordio ai Fori.

Nel mirino dei pacifisti italiani c’è però la parte militare della sfilata di domani, che ovviamente fa la parte del leone. Niente armi, chiede la sinistra e grillini che tradizionalmente fanno professione di pacifismo ma non di soluzione. In tutta Italia, tra stasera a domani, andranno in scena delle contro-manifestazioni per la Festa della Repubblica in chiave “pacifista”, con sit in e presidi di piazza. Tra tutti, spicca la voce dell’attore pacifista Ascanio Celestini il quale, parlando con l’AdnKronos, afferma subito che visto che “stiamo attivamente partecipando alla guerra meglio sarebbe evitare di celebrare la Repubblica con le armi”.

Le armi, spiega, hanno creato problemi “sia quando venivano usate dai cosiddetti servizi deviati, elementi deviati dello Stato, come nel caso delle stragi o dei colpi di Stato, sia quando sono state impiegate da chi invece voleva colpire al cuore lo Stato. Armi più piccole rispetto ai cannoni che hanno messo però in pericolo la Repubblica”.Secondo Celestini, inoltre, “considerando che stiamo attivamente partecipando alla guerra, noi più di altre nazioni perché siamo uno dei Paesi che ha più basi Nato sul proprio territorio con testate nucleari, sarebbe stato probabilmente il caso di seguire l’onda degli ultimi due anni per evitare una celebrazione con la armi. Poi viene sempre aggiunto qualcosa di apparentemente pacifista. Però è una parata militare fatta lungo una strada pensata proprio per questo genere di sfilate”.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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