“Una recita parlamentare”. Crosetto asfalta Conte

Lo scontro politico e personale tra Guido Crosetto e Giuseppe Conte non sembra destinato a placarsi. La questione sul tavolo è sempre la stessa: il sostegno militare a Kiev. Il ministro della Difesa si fa portavoce di una linea politica chiara sull’invio delle armi. Al contrario Giuseppe Conte, più per tornaconti politici che per principio, rimane sempre più scettico sul sostegno militare che l’esecutivo di centro destra è pronto a dare alla resistenza ucraina.

Guido Crosetto va all’attacco del leader grillino in un’intervista a La Stampa. Il Movimento 5stelle ha ipotizzato di chiedere un altro voto sull’invio delle armi a Kiev ma il ministro della Difesa non ci sta e controbatte: “Si è appena votato. A loro – spiega Crosetto – interessa solo avere un’occasione in più per fare demagogia”. Il ministro è aperto a qualsiasi dibattito e si dice pronto a ragionare insieme alle forze di opposizione per raggiungere una de-escalation militare o addirittura l’apertura di un tavolo di pace. Quello che il governo di centro destra non sopporta è il nuovo atteggiamento del M5S: un partito che si riscopre pacifista per diventare il nuovo punto di rifermento della sinistra italiana ma che nel concreto, oltre a dare del “guerrafondaio” al governo, non riesce a proporre una valida alternativa al sostegno militare a Kiev. Riassumendo con le parole del ministro della Difesa: “una recita parlamentare”.

Le parole di Crosetto, incalzato dalle domande del giornalista, mettono in imbarazzo Giuseppe Conte e mostrano tutte le contraddizioni dei grillini. “L’impegno del 2% del Pil in spese militari è stato preso in Galles nel 2014 e da allora ogni Governo italiano ha ribadito al volontà di mantenere la promessa, compresi i governi Conte 1 e Conte 2”. E anche sull’approvazione dei decreti per prorogare l’aiuto militare a Kiev, ora contestati da Conte, il ministro della Difesa prova a far tornare la memoria al leader penta stellato: “Lui e il suo partito hanno approvato ciò che oggi io devo fare, attuando i primi cinque decreti”. L’accusa di Crosetto è chirurgica: “Finge di scordarsene”.

E il dibattito non si limita al conflitto russo ucraino ma tocca alcuni dossier di politica interna: nel mirino di Crosetto finisce anche il “tour della cittadinanza” promosso e guidato da Conte in persona. “D’altronde – attacca Crosetto –parliamo di una persona che va a visitare i luoghi di maggiore disagio italiano, soffiando su quel disagio, come se fosse interessato a quei problemi”. Un tour, quello organizzato dal leader del M5S, che ha come unico obiettivo quello di sventolare la bandierina del reddito di cittadinanza, soffiare sul fuoco della disperazione e raccogliere in questo modo qualche punto percentuale nei sondaggi. Crosetto prova a smascherare l’intento politico delle visite nelle regioni del Mezzogiorno di Giuseppe Conte“Sono luoghi che in 50 anni di vita non ha mai visto e che non gli sono mai interessati”. E conclude, con un filo di ironia, “Mi stupisce che non porti loro delle brioche”.

Pubblicato da edizioni24

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