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M5s come Pierino…: i parlamentari a caccia dei certificati medici per evitare l’espulsione. Sono alla frutta..

Sarà una domenica decisiva per il M5s e Giuseppe Conte. Beppe Grillo riunirà nella sua casa di Marina di Bibbona lo stato maggiore del Movimento 5 stelle. Al centro del vertice, il futuro del Movimento e l’ipotesi di un ruolo per Giuseppe Conte. Grillo è pronto a modificare di nuovo lo statuto del Movimento con l’obiettivo di ritagliare un ruolo ad hoc per l’ex inquilino di Palazzo Chigi. Tanti parlamentari grillini, in queste ore, stanno presentando il certificato. Per evitare l’esplusione. Triste fine del Movimento.

Luigi di Maio, ieri nell’intervista in diretta Facebook con Andrea Scanzi, ha di fatto anticipato la scelta. “Personalmente credo che l’ingresso di Giuseppe sarebbe un fatto importantissimo anche per la politica italiana, porterebbe il suo bagaglio di conoscenze, di capacità di mediazione e anche di personalità all’interno del movimento”. Di Maio ha sottolineto che in ogni modo dovrà essere l’ex presidente del Consiglio a “decidere, lui ha una sua idea di come portare avanti il suo prossimo futuro ed in base a quello facciamo delle scelte”. Io mi sento molto legato con lui per quello che abbiamo vissuto insieme in questi anni”, ha detto ancora il ministro degli Esteri affermando di essere “contento che affetto del movimento nei suoi confronti cresca sempre di più “. “Giuseppe è cresciuto insieme a noi e noi siamo cresciuti insieme a lui”, ha concluso.

La motivazione più veritiera è che Conte dovrebbe fermare l’emorragia all’interno del Movimento. Nel frattempo restano ‘congelate’ le candidature per il Comitato direttivo, l’organo collegiale che dopo il voto online del 17 febbraio ha sostituito la figura del capo politico. “Una nuova campagna elettorale interna ci logorerebbe”, osserva un pentastellato. Il M5S infatti è uscito a pezzi dalla partita relativa alla composizione del ‘sottogoverno’, tra la rabbia degli esclusi e le contestazioni di chi non ha digerito determinate scelte. Dopo l’ondata di espulsioni della scorsa settimana, altri parlamentari si preparano a lasciare il Movimento.

Alcuni dei nuovi fuoriusciti potrebbero ingrossare le fila de L’alternativa c’è, la componente di Camera e Senato fondata dagli espulsi e che oggi ha accolto il senatore Emanuele Dessì: “Siamo pronti a svolgere un ruolo di sentinella nel Paese”, dice il parlamentare spiegando le ragioni del suo addio al Movimento. Dessì è uno dei 6 senatori che lo scorso 17 febbraio non hanno partecipato al voto di fiducia sul governo Draghi.

Alla Camera in 12 hanno dato forfait: tra questi, Rosa Menga (già espulsa per aver espresso il suo dissenso in dichiarazione di voto) ed Elisa Scutellà (la cui assenza per motivi di salute era stata annunciata con largo anticipo). Che ne sarà degli altri? In queste ore i direttivi grillini di Montecitorio e Palazzo Madama stanno valutando la posizione dei parlamentari assenti: chi non fornisce una motivazione valida è fuori. E tanti, in queste ore, stanno presentando il certificato. come i più pavidi degli scolaretti. La  “Onestà e trasparenza” al “Maestra, avevo la febbre”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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