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Le Carceri italiane in mano ai migranti. E dal Marocco in arrivo altri 5000 criminali, ma per Lamorgese il problema sono i giovani italiani

Nelle carceri italiane regnano i detenuti nordafricani. Provenienti da Marocco e Tunisia su tutti. Non solo come numero di presenze, ma anche come influenza criminale, sempre più potente e minacciosa.

Gli ultimi numeri, al 31 luglio 2020, parlano chiaro. Un terzo dei carcerati è straniero. E di questi, quasi il 30 per cento è maghrebino. Infatti, su una popolazione carceraria straniera di circa 18mila detenuti, il 18,5 è infatti del Marocco e il 10,2 per cento proviene dalla Tunisia. A seguire romeni e albanesi (12%) e nigeriani (8,6%).

E i numeri potrebbero esplodere nei prossimi mesi.  Mentre, infatti, gli sbarchi sono tornati ad aumentare, da Rabat è arrivata una notizia passata sotto silenzio in Italia. Il 5 aprile, infatti, il re del Marocco Mohammed VI ha concesso la grazia a 5.654 detenuti ordinandone il rilascio, a causa della crisi legata al COVID-19.

Quanti di loro stanno arrivando in Italia? Tenendo presente che le scarcerazioni stanno avvenendo in modo graduale, dopo un periodo di quarantena, il peggio deve ancora venire.

Gli ex galeotti marocchini, infatti, hanno buone possibilità di venire da noi. Siamo il posto ideale dove rifarsi una vita. Da criminali. La sanatoria Bellanova è stato infatti un formidabile messaggio internazionale per gli aspiranti migranti. Legislazione che consente di rimanere in Italia in ogni caso. Forte radicamento sul territorio grazie ai criminali marocchini che già operano qui da noi.

Una condizione certicificata anche dai numeri di Frontex. La prima nazionalità ad attraversare irregolarmente i confini per entrare in Europa è proprio quella marocchina. Lo fanno, ovviamente, utilizzando documenti falsi. Inoltre, l’Agenzia europea ha anche sottolineato le origini prettamente marocchine del traffico di stupefacenti diretto verso l’Europa. In particolare quello di hashish.

Aggiungete, appunto, l’ultimo rapporto della Direzione investigativa antimafia.L’importazione di hashish “proviene per la quasi totalità dal Marocco”. E appunto gli spacciatori sono, in molte Regioni d’Italia (Toscana e Umbria su tutte) completamente in mano alle mafie maghrebine. Mafie, avete letto bene. Ma di questo i buonisti nostrani non vogliono assolutamente parlare.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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