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Giorgia Meloni irrompe sulle restrizioni: “Basta coprifuoco. L’accanimento di Draghi è anche peggio di quello di Conte”

Riaperture e Coprifuoco, per Giorgia Meloni, le prime: sono una «boutade comunicativa. Perché se piove non lavori. E non puoi lavorare all’interno». Il secondo ormai «intollerabile», nella misura in cui impone restrizioni orarie coercitive, che limitano la libertà individuale dei singoli e ostacolano la possibilità di lavoro di ristoratori e locali preposti all’accoglienza. Una contrarietà a chiusure e coprifuoco, che anche ieri la leader di Fratelli è tornata a ribadire e argomentare in una diretta Facebook al cui interno ha sottolineato un inasprimento della situazione, peggiorata addirittura rispetto a quella vissuta lo scorso anno. Non a caso, a riguardo via social la Meloni ha rilevato: ristoranti e bar potranno tornare «a utilizzare i loro spazi interni il primo giugno, tra un mese e mezzo. Neanche Conte aveva lavorato così. Perché lo scorso anno, dopo il lockdown, aveva permesso la riapertura degli spazi interni il 18 maggio».

Con Salvini in pressing. E stante la posizione sulla questione del coprifuoco decisamente più sfumata degli esponenti di Forza Italia, la voce di Fratelli d’Italia risuona più alta che mai contro la regola che impone di stare in casa dalle 22 alle 5. Una voce che, a questo punto, con gli italiani chiusi in casa da tempo immemore, E con la crisi economica sulla soglia del punto di non ritorno, non ammette se e ma. Tanto che Giorgia Meloni incalza, dicendo: «Misure come il coprifuoco, misure sulla limitazione della libertà personale degli individui in una nazione libera e democratica, non sono concesse al governo. Non è nelle prerogative del governo stabilire se e quando puoi uscire di casa», ha rimarcato la presidente di Fratelli d’Italia. E poi ha anche aggiunto: «Noi lo abbiamo tollerato perché c’era l’emergenza. C’era la pandemia. Perché siamo stati responsabili. E perché siamo stati un popolo serio. Ma dopo oltre un anno non è più consentito chiudere la gente dentro casa, oltretutto se non ci sono delle ragioni per farlo. Perché il coprifuoco, con il Covid, non c’entra niente»…

E ancora. Il coprifuoco? «Sono prove generali per educarti a fare quello che il governo pensa tu possa e debba fare – sostiene ancora la numero uno di Fdi –. Ma la limitazione delle libertà fondamentali in una nazione come la nostra, dopo un anno e mezzo non è più tollerata e tollerabile. Quindi basta coprifuoco. Per un fatto di principio. Perché è un precedente gravissimo. E perché ovviamente è pure una presa in giro che puoi andare a cena, ma alle 10 devi stare a casa».

Ma tutto il sistema di chiusure e limitazioni è ormai a un punto limite. «Perché – si chiede non a caso Giorgia Meloni – stiamo impedendo alla gente di fare sport, mettendo in ginocchio un settore che questo governo deve detestare? Ci sono dei settori su cui questo esecutivo ha deciso di accanirsi. Perché era la cosa più facile da fare? Perché la sinistra storicamente ce l’ha con alcuni settori, in particolare di piccola e media impresa legati al commercio? Del resto avete visto i commenti che fanno: “Tanto sono tutti evasori, chi se ne frega se chiudono»… Ma è proprio «questa mentalità – ha concluso amaramente la diretta Facebook Giorgia Meloni – che porta a fare delle scelte così prive di senso». Scelte che si declinano a provvedimenti ormai “non tollerabili”..

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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