Giorgia Meloni conquista la Lombardia: passa dal 3 al 17 per cento

FdI sarà una forza trainante per la Lombardia. Si parlava da tempo dello “sfondamento” di FdI al Nord. E in dati del partito di Giorgia Meloni somigliano molto a quelli di una “schiacciasassi”.  Una rilevazione pubblicata daAffaritaliani.it, evidenzia il grande balzo, una crescita con numeri importanti.  La Lega rimane sì primo partito, ma con una perecentuale del 21,3%,  in vistoso calo rispetto al 29,68% registrato alle elezioni del 2018. Una  crescita esponenziale fragorosa è invece quella registrata da  Fratelli d’Italia. Secondo questa rilevazione, il partito della Meloni si attesterebbe a  un 17,5% che , se rapportato a 3,64 per cento di quattroanni fa ha dello sbalorditivo. Di più.

Estrapolando il dato di Milano, FdI supererebbe la Lega. Il partito di Salvini registrerebbe il 14,1%, il partito della Meloni il 18%. Alle ultime amministrative la Lega si era fermata a all’11% mentre FdI è arrivata al 9,8%. Si tratterebbe di un raddoppio. Il quadro cambia di fatto l’interlocizione tra gli alleati del centrodestra. Fabio Massa su Affaritaliani. it chiarisce che non di vero e proprio sondaggio si tratta: “Perché di un sondaggio non ha i requisiti minimi, che (dovrebbero) essere scientifici. Al massimo è un tam tam telematico, una catena di sant’Antonio di whatsapp che si è diffusa nella politica lombarda. E alla fine è arrivata al sito. Racconta, per sommi capi, le forze dei partiti in Lombardia con un focus su Milano. Una rilevazione credibile”. Le proposte di FdI convincono sempre più.

Pertanto la dialettica sulle candidature all’interno del centrodestra si arricchisce di elementi chiave che gli alleati di governo non possono più sottovalutare. Le fibrillazioni sul caso Sicilia chiamano direttamente in causa la questione Lombardia: quando la Meloni afferma che la candidatura di Musumeci è imprescindibile per FdI; e che si dice pronta in caso contrario a far saltare glòi accoprdi per la Lombardia, ha dalla sua un sostegno numerico potenziale che non può non contare nel rapporto con la Lega e Forza Italia. I dati attesterebbero che non solo i rapporti di forza si siano invertiti;  ma anche che ci sia stato un travaso di voti importati dalla Lega a FdI. Dunque, un avvertimento per gli alleati. FdI non è disposta a cedere sul governatore uscente della Sicilia  Musumeci; e il nodo si riverbera inevitabilmente sulla discussione in Lombardia dove prima o poi scatterà il momento di tracciare delle coordinate.

Pubblicato da edizioni24

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