Daniele: “La falsa ingenuità può essere un’arma seducente, come il non fidarsi o l’essere prevenuti su ogni cosa. Per fare e non fare è solo una questione di arte. Per non parlare delle responsabilità, in politica fanno paura come un film horror, da rintanarsi coi sacchetti di sabbia alle finestre. ‘I nostri ambasciatori…”: La Russia fa tremare Di Maio, che si è ingabbiato da solo… Non sa ancora cosa lo attende. E ora cerca solo altri pretesti di litigio per non fare il ministro…

By Gaetano Daniele

A chi di voi non è mai capitato di conoscere un finto ingenuo? L’ingenuità può essere un’arma seducente. Di solito la usano le donne insicure. Ma anche l’insicurezza può essere fasulla. Ebbene, la usano anche i politici. Perché la finta ingenuità come arma di seduzione è comunemente gestita da persone false, di poco conto. Di bassa lega, e chi più dei politici incarna questo sentimento. È come ascoltarli gridare: onestà onestà onestà e poi confezionano giochini falsi per bambini ingenui. Ecco. La vera ed unica ingenuità la si trova nei bambini. Non hanno cattiveria. Non hanno malizia. Sono puri. E se sentite dire che non è vero che i bambini sono la bocca della verità, rubo una espressione di una parlamentare grillina: sputateli addosso. Molti politici farebbero bene a fare assistenzialismo in casa propria prima di andarla a fare altrove per meri scopi personalistici. Il politico di solito è prevenuto. Non tanto perché realmente non si fida. È un alibi “imperfetto”, inconscio. Perché ha paura di doversI assumere quelle responsabilità (tipo promesse elettorali) che non solo non può mantenere. Ma non ne è affatto all’altezza. Allora ecco che nasce il pretesto. Quindi inventa. Inizia a vameggiare ad essere bugiardo. Ed inizia a sostituirsi finanche a Papa Francesco o a Madre Teresa di Calcutta. Sembrano Santi. Puritani. Ingenui all’oscuro della cattiveria. L’unica cattiveria che conoscono è quella che subiscono.. Magari non è mai esistita. Conoscevo un politico che andava dicendo che il figlio studiava ad Oxford, quando in realtà faceva piccoli furti. Altri invece erano contro i pregiudizi, si, quelli degli altri, quando in realtà in casa propria avevano restrizioni neanche fossero killer di camorra. Ma per loro era tutto ok, bastava quella finta ingenuità e quelle 4 bugie a mettere tutto apposto. Del resto se non li conosci bene e sei preso da altri interessi personali perché non dargli adito? Fin che la barca va tu lasciala andare, canta Orietta Berti. Le responsabilità, in politica fanno paura come un film horror, da rintanarsi coi sacchetti di sabbia alle finestre. Ed è quello che è accaduto a Luigi Di Maio che, credendo di fare l’ingenuo con Mosca, dove risiede il servizio di intelligence più potente al mondo si è beccato una lavata di testa.

Netta risposta di Mosca dopo le recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri che ha attribuito alla Russia una profonda soddisfazione per la crisi di governo italiana. Di Maio ha dichiarato che Mosca mira a destabilizzare l’Italia, ventilando addirittura la presenze di ombre russe sulla crisi aperta dal Movimento Cinque Stelle.

L’ex leader grillino, recentemente uscito dal suo partito in nome della fedeltà atlantica che temeva Giuseppe Conte stesse pregiudicando, ha dichiarato che al Cremlino hanno “brindato” alle dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi dopo che l’ex presidente Medvedev aveva pubblicato un messaggio entusiasta sul tema. Per Di Maio, Mosca punta a destabilizzare l’Italia e l’Europa ma il ministero degli Esteri russo guidato da Sergej Lavrov non ci sta e controbatte: “Noi stessi siamo sbalorditi dal potere della diplomazia russa, come risulta dai media italiani. Si scopre che i nostri ambasciatori possono cambiare i governi con un paio di telefonate. Scherzi a parte, dobbiamo ammettere che il capo della Farnesina continua a cercare le cause esterne ai problemi politici interni dell’Italia”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in una nota pubblicata sul sito del dicastero.

Per Zakharova sono errori come la “mancanza di professionalità” nella gestione di “conseguenze socioeconomiche sono sempre più sentite”

La Russia, dice il ministero, aderisce al principio di non ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani. Di Maio, invece, da tempo si sta presentando come falco antirusso e indica nella Russia una causa della destabilizzazione del governo Draghi. Addirittura Conte avrebbe “offerto la testa di Draghi su un piatto d’argento a Vladimir Putin”. Il braccio di ferro sul fronte della crisi di governo è solo l’ennesimo capitolo di una contesa apertasi prima dello scoppio della guerra in Ucraina e che ha fatto deragliare i rapporti tra la Farnesina e la controparte russa. “Di Maio ha una strana idea della diplomazia”, aveva detto Lavrov a febbraio, aggiungendo che essa “è stata inventata proprio per risolvere situazioni di conflitto e di tensione, non per fare viaggi a vuoto in giro per le nazioni o per assaggiare piatti esotici a ricevimenti di gala. I nostri partner occidentali devono imparare a usare la diplomazia in modo professionale”, ha affondato attaccando Di Maio, che da allora in avanti è stato sempre più deciso nel confronto con Mosca.

Al contempo, è sintomatico il fatto che le parole di Mosca siano state molto simili alle critiche avanzate dalla Cina per mezzo del quotidiano statale Global Times al titolare della Farnesina. Due giorni fa il quotidiano aveva accusato Di Maio di essere “”irresponsabile” incolpando Giuseppe Conte di “aiutare la propaganda di Mosca” con l’attacco al presidente del Consiglio dimissionario, Mario Draghi. Il Di Maio che un tempo doveva negare personalmente di essere invaghito di Putin e che ha guidato, assieme a Conte, il governo gialloverde a firmare il memorandum con la Cina oggi si trova di fronte, da atlantista ferreo, il duo compatto Mosca-Pechino. E questo mostra la portata internazionale della crisi italiana scatenata dai grillini e a cui Di Maio ha, con le sue parole, aggiunto calore gettando benzina sul fuoco.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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