Corona sotto processo per aver dato dell’ebreo ai Ferragnez. Il legale: “La Lucarelli disse di peggio a Fabrizio, ma fu assolta”

Fabrizio Corona sarà a processo per diffamazione dei Ferragnez. Ha definito, durante una intervista andata in onda nel novembre del 2020, Fedez e Chiara Ferragni due ‘ebeti’, sostenendo inoltre che la coppia aveva programmato ‘a fini editoriali’ il sesso della figlia. E’ quanto ha deciso il giudice per le indagini preliminari Chiara Cipolla, che ha accolto l’opposizione degli avvocati della coppia, Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci, ordinando al Pm di formulare l’imputazione per l’ex re dei paparazzi che attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Il pubblico ministero infatti aveva chiesto l’archiviazione della querela, come spiega Ivano Chiesa, il legale di Corona all’Adnkronos: ”Da parte del Pm era stata richiesta l’archiviazione ma il giudice non l’ha accolta. Quando la leggerò l’imputazione capirò meglio. Da quello che ho capito – spiega il legale di Corona – Fedez e la Ferragni si sono offesi per un epiteto che ha usato Fabrizio nei loro confronti. Quello che mi viene da dire è che quando Selvaggia Lucarelli ha dato del ‘coglione’ a Fabrizio però hanno archiviato”.

”Quando lavori in un certo mondo – prosegue Chiesa – ci può stare che uno esageri nei toni. Si vede che questo giudice non la pensa così. Va bene, faremo il processo e vedremo chi vince. Tra ‘coglione’ e ‘ebete’ penso sia peggio ‘coglione’ – conclude ironico – però evidentemente c’è chi non la pensa così”.

Nei confronti del 48enne, in attesa dell’udienza preliminare, pende ora l’imputazione “coatta”. Il giudice che ha accolto il provvedimento ha dichiarato che le parole di Corona verso i Ferragnez sono epiteti gratuiti che vanno a intaccare la “sfera privata e non collegata al ruolo di rilevanza sociale rivestito” dalla coppia. La difesa, invece, aveva minimizzato l’accaduto affermando che le parole usate dall’ex fotografo dei Vip fanno parte ormai del parlato quotidiano e hanno perso la loro capacità di offendere. Il giudice sostiene però che si è trattato di “una mera occasione per attaccare gratuitamente la dimensione personale, di coppia e genitoriale” e che “l’abitudine alla volgarità e alla scurrilità non elide il contenuto offensivo delle parole ma anzi lo amplifica. Ridimensionare atteggiamenti come quelli denunciati in grossolane provocazioni proprie del personaggio televisivo, non fa altro che legittimare (…) comportamenti offensivi destinati a moltiplicarsi e a ripetersi”.

Pubblicato da edizioni24

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