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Coprifuoco, operazione verità: Giorgia Meloni porta in Parlamento un Odg e inchioda Salvini: lo voterà?

È una sfida al calor bianco quella che rischia di consumarsi sul coprifuoco. Non solo all’interno della maggioranza, ma anche nello stesso centrodestra. Se infatti Matteo Salvini sta raccogliendo firme per indurre il governo a far scattare l’obbligo di rincasare alle 23 anziché alle 22, Giorgia Meloni annuncia per domani la presentazione di un ordine del giorno in Parlamento. E su Facebook scrive: «Vediamo chi lo sosterrà e chi invece si schiererà ancora una volta in favore di una misura inutile e liberticida». Non cita Salvini, ma ogni riferimento a lui è puramente voluto. La leader di Fratelli d’italia vuole stanarlo.

Una strategia quasi obbligata alla luce della pretesa del leader leghista di tenersi in equilibrio tra maggioranza e opposizione. Insomma, di lotta e di governo. Come l’appello online a corredo della raccolta delle firme. «Se c’è qualcosa che non convince, come il coprifuoco, che non ha senso, ma è scelta politica, lo diciamo», cerca di minimizzare lui. Nel frattempo, però, conta le adesioni: «In 24 ore quasi 60mila». Uno sprone a proseguire. «Il coprifuoco non porta vantaggio, non c’è in Europa, non c’è a Madrid. Se la scienza dice bianco e giallo, perché devo restringere la libertà?», aggiunge infatti il leader della Lega. «Gelmini ha detto fino alle 22 poi a casa, mentre altri dicono alle 22 in punto? Per me dipende dal buon senso, che fai alle 22.01 fai le retate? Il “no” al coprifuoco viene dal basso».

Ma l’odg di FdI prospetta ora a Salvini uno scenario nuovo e non si sa quanto a lui gradito. Perché è come se la Meloni gli dicesse: «Vuoi ridurre il coprifuoco di un’ora? Approva il nostro odg». Un’iniziativa che pone il leader della Lega tra due fuochi. Infatti, se da un lato la raccolta di firme lo espone negativamente verso Draghi, l’odg della Meloni finisce per togliergli l’iniziativa. E sul fuoco soffia Enrico Letta. «È successo una sola volta e non deve succedere più che un partito dentro la maggioranza non voti come la maggioranza». E ancora: «Non vuole stare al governo non stia al governo. Oggi Salvini sta partecipando a una raccolta firme contro il coprifuoco che il governo, di cui lui fa parte, ha deciso».

Parole che svelano il vero obiettivo di Letta. Come ipotizza Paolo Mieli sul Corriere della Sera, il segretario demvuole spingere Salvini verso il punto di non-ritorno e quindi a trasformare il braccio di ferro con il Pd in ostilità a Draghi. E quindi a mettersi fuori dalla maggioranza. Una strategia condivisa anche da Zingaretti: «Non solo concordo con Letta  – dice –, segnalo che non è corretto, mina la credibilità di chi lo fa». Ma è l’odg di Fratelli d’Italia lo snodo di tutto: se Salvini lo vota, si mette fuori dalla maggioranza. Se non lo vota perde la sua credibilità.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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