Conte blinda briciole e rimasuglia pur di tenersi la poltrona di un M5s alla deriva: “Il sostegno a Draghi non è in discussione” (Video)

Conte, assediato dalle domande dei cronisti, replica con supercazzole, risposte sfuggenti e sorrisi tirati, e blinda il posto del M5S al governo: «Il sostegno a Draghi non è messo in discussione»… I conti non tornano, ma il momento dei 5S del resto è a dir poco caotico. Dopo lo stress delle ultime ore, Conte&co. necessitano decisamente di una pausa. Break che si concedono in un locale a pochi passi dalla sede M5S di Via Campo Marzio, dove il leader di quel che resta del Movimento dopo lo strappo di Di Maio, insieme a Roberto Fico e altri maggiorenti del Movimento 5 Stelle (Paola TavernaFabio Massimo Castaldo, Alessandra Maiorino, Nunzia CatalfoIlaria FontanaSteni Di PiazzaRiccardo RicciardiRoberta LombardiRossella Accoto e Mario Turco), si sono dati appuntamento per un pranzo last minute.

Il terremoto che la scissione di Di Maio ha scatenato lascia il segno, a dispetto delle rassicurazioni che Conte ha formalmente verbalizzato incontrando i cronisti all’uscita della sua abitazione, diretto al quartier generale dei grillini dove attivisti e big del M5S si sono riuniti per fare il punto della situazione. Le controversie sulla regola dei mandati. La riorganizzazione territoriale di Conte che non ha lasciato spazio ai dimaiani. La spaccatura sulla guerra e tutto quel che concerne, hanno influenzato pesantemente le dinamiche interne, fino a far esplodere la galassia pentastellata. Un universo già dilaniato da fughe, esodi, cause e riscorsi, fronde e chi più ne ha, più ne metta…

E allora, la prima domanda che un giornalista rivolge a Conte mentre sale frettolosamente in auto è: «La scissione avviata ieri da Luigi Di Maio segna la fine del Movimento 5 Stelle?». La risposta, sbrigativa e innervosita del leader grillino, è sfuggente (proprio come Conte che si fa largo tra i microfoni per salire in auto). E recita: «I nostri principi e i nostri obiettivi non sono più validi? State scherzando?»… La seconda domanda invece, si direbbe, nasce spontanea: «Il M5S non è più la prima forza in Parlamento?». E anche in questo caso, per replicare – tralasciando numeri parlamentari, conti in cassa, e vuoti a perdere – il leader grillino abbozza una risposta che suona un po’ come una supercazzola passepartout, valida per tutte le occasioni (e le stagioni politiche): «Il Movimento rimarrà sempre la prima forza politica ad occuparsi di giustizia sociale. Transizione ecologica, digitale. Beni comuni… Tutti temi che sono la ragione fondamentale del nostro servizio in politica», “precisa” sul punto. Ma solo una volta uscito dalla riunione di Campo Marzio…

Insomma, nel tentativo di ridimensionare la portata della batosta appena incassata, Conte riduce la scissione a «un fatto di cui non va trascurato il rilievo politico perché c’è un nuovogruppo». Appiccicandoci a stretto giro la pezza del «ma noi rimaniamo forti con i nostri valori. I nostri ideali. E il nostro progetto politico», assicura come può il leader M5S. «Le ragioni per cui i cittadini hanno votato il Movimento non sono venute meno e noi porteremo avanti quel mandato sino alla fine», sostiene. Sorvolando sugli esiti delle ultime consultazioni elettorali che ha visto il M5S prima implodere, poi quasi polverizzarsi… Tanto che, a chi gli chiede se non sia arrivato il momento di lasciare la leadership del Movimento, Conte replica: «Per quale motivo?»

Insomma, le domande sono chiare. Le risposte decisamente fumose. Eppure un cronista ci riprova e tenta di estrapolare una informazione utile: «Il M5S uscirà dal governo?». La risposta è: «Noi non abbiamo da chiarire ogni giorno quel che invece non è da noi mai messo in discussione. Questo vale per l’alleanza euro-atlantica e la collocazione europea», dice ancora Conte ai cronisti. «Ho tenuto sempre la barra dritta, non posso accettare nessuna lezione. Non è messa in discussione nessuna nostra collocazione internazionale». E ancora: «Il sostegno a Draghi non è messo in discussione… Ieri siamo stati messi molto in difficoltà, ma come vedete il nostro appoggio a questo governo non è stato in discussione». Intanto oggi alla Camera è stata formalizzata la nascita di Insieme per il Futuro: il nuovo Gruppo a cui ha dato vita Di Maio dopo l’addio al Movimento. Il presidente della Camera, Roberto Ficoin apertura di seduta ha annunciato la nascita della formazione, dando lettura dei deputati che hanno aderito. Un amaro calice da mandar giù…

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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