Borsa di Milano, dopo l’insediamento del governo Meloni, cala pure lo spread

Prima seduta dopo la costituzione del governo Meloniampiamente positiva per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dell’1,93% a 21.982 punti, l’Ftse All share in crescita dell’1,85% a quota 23.877. Piazza Affari è stato il migliore tra i mercati azionari del Vecchio continente, tutti comunque in ampio aumento: quasi sullo stesso piano di Milano si è mossa Madrid, che ha concluso in crescita dell’1,8%, seguita da Francoforte (+1,6%) e Parigi (+1,5%).

Le piazze del Vecchio Continente, in particolare, beneficiano della discesa del prezzo del petrolio dopo l’accordo del Consiglio Ue su tetto al prezzo del gas, riforma del Ttf di Amsterdam e stoccaggi comuni. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende fortemente e ora viaggia attorno ai 225 punti base. Si attende l’avvio, domani, della stagione delle trimestrali delle big tech americane, con Alphabet e Microsoft. A queste seguiranno Meta, Apple e Amazon. I conti della società di Zuckerberg sono particolarmente attesi, dopo che la casa madre di Facebook ha perso il 60% del suo valore di mercato.

Intanto, in Europa, il metano è sceso sotto i 100 euro al megawattora come non accadeva da molti mesi. Piazza Affari, poi beneficia dell’allentamento della pressione sui titoli di Stato. Per Matteo Ramenghi, chief investment officer di UBS WM Italy, ci dovrebbe essere nei prossimi mesi una fase “laterale” per le Borse europee, sempre però caratterizzata da forte volatilità.

Sul listino principale della Borsa di Milano crescono Pirelli (+5,18%), Tim (+2,73%), A2a (+2,96%), Hera (+3,30%), Azimut (+3,14%), Campari (+3,19%), Interpump (+3,73%), Italgas (+3,45%), Recordati (+3,44%). Tra alti e bassi nel corso della giornata i titoli del settore petrolifero, dopo che il prezzo del greggio a New York è tornato a salire. Eni guadagna il 2,46%, Tenaris l’1,24%. In discesa, invece, Amplifon (-1,22%), Leonardo (-0,28%) e Cnh Industrial (-1,42%).

Pubblicato da edizioni24

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