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Caso Pipitone, “ti uccido…”, aggrediti e minacciati di morte i giornalisti…

Sul caso di Denise Pipitone la sensazione è che a breve ci potrebbero essere sviluppi interessanti per la risoluzione di un mistero che dura ormai da 17 anni. Giornalisti e trasmissioni televisive se ne occupano con frequenza, con servizi da Mazara del Vallo, per fornire quante più informazioni possibili. Tra questi c’è Ore 14, la trasmissione del pomeriggio di Rai2 condotta da Milo Infante, che nonostante abbia chiuso la stagione regolare per la pausa estiva, per alcune settimane continuerà ad andare in onda il lunedì con degli speciali approfondimento su Denise Pipitone.

Il clima è teso nella cittadina siciliana, dove alcuni mazaresi si mostrano intolleranti alla presenza della stampa, tanto da aver fatto un esposto contro i giornalisti. “A seguito dei comportamenti tenuti dai giornalisti nei nostri confronti, abbiamo modificato le nostre abitudini di vita in quanto non possiamo più uscire liberamente dalle nostre case o recarci a lavoro senza timore di essere seguiti, alcuni di noi hanno anche smesso di andare a lavorare temendo la presenza dei giornalisti sul posto di lavoro”, si legge nella nota. Come riporta il sito di cronaca locale Tp24, tra i firmatari della nota pare ci siano anche alcuni parenti di Anna Corona.

Milo Infante ha letto una parte del comunicato nel corso dell’ultima puntata: “Spesso a seguito dei servizi mandati in onda dai programmi televisivi Rai e Mediaset, che citano i nostri nomi o dati identificativi, riceviamo commenti negativi ed offensivi sui profili Facebook, o commenti sotto il link della notizia o video che vengono pubblicati senza il nostro consenso (da ultimo si veda il video che ritrae il Giacalone Michele, figlio di Provenzano Giovanna, zia di Ghaleb), che ha ricevuto diverse minacce nei commenti da parte di soggetti che commentano la notizia che qui si allegano”.

Il conduttore si è giustamente dissociato da quanto avviene in rete ma ha mostrato l’aggressione subita dal giornalista Fadi El Hnoudqualche giorno fa. “Vattene, sennò ti ammazzo“, urla un uomo al suo indirizzo brandendo un casco. L’uomo, poi, ha spiegato chi fosse: “Chi sono? Sono il figlio della signora Provenzano, vattene! Non ci credi che se vengo lì ti faccio mangiare la telecamera? Se mi vedo sulla Rai o da qualche altra parte, io vengo… Cazzi vostri sono. Io non ho nulla da perdere, vi avviso”. La discussione è proseguita per qualche minuto, finché l’uomo non ha definitivamente perso le staffe e ha lanciato il casco all’indirizzo del giornalista che indaga sulla morte di Denise Pipitone, colpendolo di rimbalzo sulla gamba.

Immagini molto forti e dal tono minatorio, che Milo Infante ha commentato in studio rivolgendosi direttamente all’uomo: “Non abbiamo paura di te, ti abbiamo denunciato ai carabinieri. Se non hai niente da perdere, sarà l’ennesima occasione in cui lo dimostrerai. Ma minacciare di morte chi sta facendo il proprio lavoro non è edificante. Quindi, se vuoi fare il duro, continua a farlo, ma poi non vai da un avvocato a dire che i giornalisti ti disturbano, perché li hai aggrediti. Quel casco poteva arrivare anche in testa al nostro Fadi e gli avrebbe potuto far male. Le minacce di morte non sono accettabili”.

Ma non è finita così, perché Milo Infante ha mostrato anche un altro tentativo di indimidazione nei confronti dei giornalisti impegnati sul caso Pipitone. “Se ti vedo di nuovo qui tu avrai un problema, io no”, dice un uomo non identificato a Fadi Hnud. Il commento di Milo Infante è lapidario: “Fatevi un’idea di come si lavora in certi ambienti a Mazara del Vallo, non tutta la città, ma in un cerchio ristretto di persone”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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