Zelensky eroe o incosciente? E ai russi: “Andatevene, qui troverete solo morte. Voi avete i mezzi, noi il nostro popolo”

In un nuovo video su Telegram, il presidente Zelensky parla a cuore aperto, e rivolgendosi agli ucraini dice: «Loro hanno i mezzi, noi il nostro popolo». Poi ai russi intima: «Andatevene, qui non vi aspetta altro che morte e prigione»… Il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, torna a parlare. E lo fa in un video diffuso sui social in cui rivolgendosi al popolo ucraino, dice: «Il nemico ha portato quasi tutto il suo contingente sul suo territorio, ma anche la nostra risposta è al massimo. Loro hanno solo mezzi. Noi, invece, anche il nostro popolo. I loro soldati hanno solo l’ordine di uccidere. E noi, invece, abbiamo la sincera volontà di vincere». E ancora: «Nella guerra con la Russia, il nemico può distruggere i muri delle nostre case. Delle nostre scuole. E delle nostre chiese. Può distruggere le imprese ucraine. Ma non raggiungerà mai la nostra anima, il nostro cuore, la nostra capacità di vivere liberamente», ha continuato Zelensky, in un discorso a cuore aperto, mirato anche a risollevare gli animi dei suoi, civili e militari tutti.

Poi, rivolgendosi direttamente ai soldati russi, passa agli avvertimenti. E ammonisce: «Avete la possibilità di sopravvivere – dice in russo –. Sono quasi due settimane che la nostra resistenza vi ha mostrato che non cederemo. Perché questa è la nostra casa e combatteremo finché non vendicheremo la nostra terra e le persone uccise, i nostri figli sacrificati. Vi potete salvare semplicemente andando via». E a stretto giro aggiunge anche: «Non credete ai vostri comandanti – ammonisce ancora Zelensky, affondando un’altra stoccata al nemico –. Qui non vi aspetta altro che morte, prigione… E sappiamo dalle intercettazioni che i vostri comandanti capiscono che questa guerra deve finire. Che si deve tornare alla pace. Andatevene», insiste con piglio fermo e toni accesi, il presidente ucraino rivolgendosi direttamente alle truppe nemiche.

«Abbiamo molte informazioni di come molti politici stiano già cercando i “ponti” di connessione con la Russia, per spaccare il Paese e rompere l’unione che abbiamo ora. Voglio dirvi solo che io vedo tutto. E anche il popolo». Nel video il presidente dell’Ucraina Zelensky affronta tutte le questioni sul tavolo, in nome dell’unità nazionale, senza esclusione di colpi, e contraccolpi, anche interni. Tanto che prosegue: «Se dovessi ricevere ancora notizie del genere la risposta sarà rapida così come dovrebbe essere in tempi di guerra».

Poi, senza esclusione di continuità, rivolgendosi agli altri Paesi, Zelenski torna a chiedere la no fly zone: «Dall’inizio dell’invasione russa ripetiamo che se non viene chiuso il cielo sull’Ucraina sarete anche voi responsabili della catastrofe umanitaria. La Russia utilizza razzi. Aviazione. Elicotteri contro i civili», afferma il leader ucraino da Kiev. Continuando: «È un dovere umanitario del mondo quello di reagire, ma la decisione non arriva. Siamo grati alla Polonia per gli aerei. Ora dobbiamo solo risolvere il problema di logistica». E subito dopo, parlando agli stati Uniti aggiunge anche: «Abbiamo visto anche noi queste dichiarazioni dai media, ma a quanto pare a Washington ci sono dei problemi di accordi. Aspettiamo la decisione. Ma ascoltate – dice ancora – qui c’è la guerra. Non abbiamo tempo di aspettare questa specie di ping pong».

L’Ucraina, nel frattempo, «ad evacuare le persone dalla regione di Kiev: oltre 18 mila persone», spiega Zelensky. Intanto, annuncia in conclusione, «quest’oggi ho parlato con il mio amico Justin Trudeau di cooperazione tra Ucraina e Canada in materia di difesa (è prevista un’altra consegna di equipaggiamento militare altamente specializzato). E di come aumentare la pressione delle sanzioni sulla Russia. Abbiamo concordato ulteriori passi  diplomatici. Il Canada è con l’Ucraina. E noi lo percepiamo ogni giorno», chiosa Zelensky estendo la sua arringa anche su Twitter.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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