Woody Allen addio al cinema: “Il brivido è sparito. Il mio prossimo film sarà l’ultimo”

Woody Allen dice addio al cinema: il regista amato più in Europa che negli Stati Uniti (soprattutto per l’omaggio stilistico a grandi nomi del cinema come Bergman, Fellini e Lubitsch), annuncia il ritiro dal set e la volontà di dedicarsi alla scrittura. A cominciare dalla stesura di un romanzo. Il set non lo appassiona più: il suo amore per New York, mitigato dalla passione per Parigi e Roma a cui ha dedicato i suoi ultimi successi e – soprattutto – il suo rammarico per un cinema che non c’è più, hanno alimentato negli ultimi tempi un suo progressivo disinnamoramento per il grande schermo e i film.

Del resto, già all’inizio di quest’anno, il cineasta di Manhattan e Io e Annie, aveva già ammesso che la sua passione per la settima arte aveva iniziato a svanire. Tanto che, parlando con Alec Baldwin su Instagram Live, aveva detto: «Gran parte del brivido è sparito. Ora fai un film e ti ritrovi per un paio di settimane in un cinema. Poi passi allo streaming o al pay per view. Non è lo stesso. Non è così divertente per me. Ne farò un altro e vedrò come ci si sente».

Esperimento fallito, dunque, a giudicare dalle sue ultime dichiarazioni di intenti che non sembrano ammettere ripensamenti dell’ultimo minuto. Woody Allen ha ribadito il suo proposito di ritirarsi dalla regia, dopo l’uscita del suo prossimo film: Wasp 22le cui riprese inizieranno a Parigi nelle prossime settimane. Un addio ufficializzato in questi giorni in un’intervista al quotidiano spagnolo La Vanguardia in cui cineasta 86enne ha spiegato che la sua idea «in linea di principio, è quella di non fare più film e concentrarmi sulla scrittura». Aggiungendo che un romanzo sarà appunto il suo prossimo progetto.

E con il suo annuncio del ritiro dalle scene, il cinema americano si affievolisce una tra le voci anti-hollywoodiane più irriverenti e comiche. Quella che omaggia cinema e costume del passato e che guarda con ironia beffarda a mode e epopee di celluloide che hanno banalizzato vecchi stereotipi, sostituiti da cliché ansiogeni e stranianti. Unafilmografia, quella di Woody Allen, che tra autobiografia e omaggi, ha raccontato sul grande schermo un rapporto ombelicale con il cinema e i suoi miti di sempre. Un legame che oggi, evidentemente si è spezzato.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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