Volare in Europa costa meno che in Italia, ecco perché

By Alessandro Ferro

La stagione estiva entra gradualmente nel vivo così come gli spostamenti dei vacanzieri che iniziano, se non l’hanno già fatto, a programmare una vacanza nel quadrimestre che va da giugno a settembre. Molto spesso la scelta ricade sui voli aerei che, anche nell’estate 2024, mostrano notevoli rincari soprattutto se si guarda al panorama nazionale con aumenti più limitati se dall’Italia si viaggia verso l’Europa e addirittura il segno meno tra i voli interni al Continente. Come mai queste enormi differenze?

I rincari sui voli nazionali

Un’analisi effettuata dal Corriere della Sera mostra che nei quattro mesi che vanno fino a settembre 2024 si registra un +21% sulla media dei voli da nord a sud d’Italia, il +7% se si vola dal nostro Paese verso l’Europa e il -3% tra nazioni europee. Prima di capire perché la forbice è così ampia va sottolineato che il 2023 è stato l’anno dei rincari record sui voli aerei rispetto al periodo pre-pandemico del 2019 con un boom medio del +20-30% senza differenze tra Italia ed Europa. L’anno scorso le motivazioni erano piuttosto “semplici” e attribuite, dalle compagnie aeree, a una ripresa della domanda dopo gli anni bui del Covid, all’inflazione, al ritardo nella consegna di nuovi vettori ma anche all’aumento delle materie prime. Un mix micidiale con salassi che abbiamo messo più volte in risalto ma quest’anno le cose vanno diversamente.

Le ipotesi sui rincari

Sottolineando che non tutte le rotte nazionali (sono migliaia) hanno subìto aumenti e si tratta di una media, è bene anche sapere che nel mese di giugno, quello in corso, si registrano i rincari più elevati con un +34% in calo fin verso il 17-19% in più nei prossimi mesi. I vertici di alcune compagnie aeree hanno fatto sapere al Corriere che le motivazioni potrebbero essere essenzialmente un paio per “giustificare” questa corsa al rialzio dei biglietti: domanda più alta dell’offerta e molti passeggeri che si rivolgono all’aereo rispetti agli spostamenti in treno. Viceversa, non è escluso che nelle prossime settimane alcuni ticket possano subire dei cali sul prezzo se i vettori non dovessero riempirsi come previsto in un primo momento.

Cosa succede da gennaio

Quanto riportato non è una novità dal momento che il 2024 non era cominciato sotto i migliori auspici dal punto di vista delle tariffe: da gennaio a oggi soltanto il mese di aprile ha fatto registrare un impercettibile calo del prezzo dei biglietti sulle tratte nazionali stimato intorno allo 0,6%, poi soltanto il segno più. Aumenti considerevoli a gennaio con un +32% e febbraio con il 25% rispetto a quanto accaduto nel 2023.

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