Voghera, Gaetano Daniele: “L’ho scritto stamane, i video non mentono mai… Ecco l’aggressione all’assessore: atterrato con un pugno da El Boussetaoui”

By Gaetano Daniele

L’ho scritto stamattina in un Post sia su ith24 che al Magazine. Bosigna avere pazienza e far lavorare la magistratura. Quando vi sono prove incontrovertibili, non diventa più una questione: la parola mia contro la tua, ma di visionarle, attentamente, per capire la dinamica. C’è il video di una telecamera di sorveglianza negli atti dell’inchiesta sulla morte di Youns El Boussetaoui, il 39enne cittadino marocchino, ucciso martedì sera dopo essere stato colpito con un colpo di pistola da Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera ed esponente della Lega. I processi servono proprio a questo. Ad accertare la verità. Le azioni. Le condotte, che poi determinano un reato.

Nelle immagini si vede il 39enne che si avvicina ad Adriatici mentre questi parla al telefono e colpirlo con un pugno al volto. L’assessore cade a terra, si rialza e raccoglie alcuni oggetti che gli sono caduti. Nelle immagini, invece, non si vede il momento in cui Adriatici impugna l’arma dalla quale è partito il colpo. Forse scrhiverà altri pugni. E pure era per fatti suoi.

La sorella della vittima parla di omicidio volontario e chiede giustizia. “Mio fratello malato e barbone? – ha detto – E allora? Prendiamo la pistola e andiamo a uccidere qualsiasi persona malata?”. “Mio fratello ha una famiglia”, dice ancora la sorella. “L’ha colpito al petto, non è ragionevole che questa persona che ha ammazzato, sparando, ora si trovi a casa sua”.

E ancora: “Mia figlia ha nove anni e mi ha detto ‘come è possibile che sia caduto e il colpo è uscito dalla pistola?’. È una cosa che capisce una bimba di nove anni. La pistola perché era carica? Perché era in mano?”.

L’avvocato di Youns El Boussetaoui, Debora Piazza, afferma che il suo assistito “stava male. I familiari erano preoccupati e lo avevano fatto ricoverare in ospedale, dal quale però era scappato. Lui voleva stare in piazza Meardi. Aveva sicuramente qualche problema, ma dovevano intervenire le istituzioni. Andava curato, non ucciso”

È certo. Chiunque essere umano arriva ad alzare le mani e a prendere coltelli e bottiglie di vetro Peroni dalla spazzatura per tirarle in testa a qualcuno, ha dei seri disturbi mentali e va curato. Subito. Mi domando se la famiglia sollecitava le autorità oppure aveva poi buttato tutto nel dimenticatoio. Come se il fatto non fosse più affar loro…

E parlando dell’assessore agli arresti domiciliari ha aggiunto che Youns “!è stato ucciso senza motivo da un assassino”. Senza motivo? Ma ora vogliamo vedere che il pazzo era l’assessore che, senza motivo prendeva a cazzotti la gente è spaccava bottiglie di vetro Peroni in testa ai passanti?

In Italia ci sono 1,3 milioni di italiani che hanno il porto d’armi legittimamente concesso da Prefetture e Questure, quindi non è un Far West se uno di loro venendo aggredito senza motivo in maniera violenta, cerca di difendersi.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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