Vaiolo, la visione del Prof. Bassetti: “Nei prossimi giorni migliaia di casi”

Il vaiolo delle scimmie inizia a preoccupare gli esperti in Europa. Il numero di casi è in aumento e si teme l’accensione di focolai anche in Italia. Dal ministero della Salute è stato attivato il sistema di monitoraggio in tutte le regioni dopo la conferma del primo caso all’ospedale Spallanzani di Roma, mentre altri casi sono in corso di accertamento. Con la pandemia Covid messa quasi alle spalle, i medici ora chiedono di tenere alta l’attenzione su questo nuovo virus che, comunque, ha caratteristiche di trasmissione molto diverse rispetto al coronavirus.

“Più che il Covid, oggi dobbiamo cercare di metterci in sicurezza dal vaiolo delle scimmie. È molto più leggero di quello degli uomini per quanto riguarda i sintomi, si trasmette anche attraverso respiro, ma solo se si sta molto vicini. Non vanno commessi gli errori del passato. Dobbiamo esser tutti uniti tra Paesi europei, scambiandoci informazioni e monitorando eventuali focolai”, ha detto Matteo Bassetti intervenendo a Un giorno da pecora su Rai Radio 1.

La previsione del direttore della clinica Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova è che già “nei prossimi giorni arriveremo a qualche migliaio di caso”. A essere maggiormente esposto al contagio è chi non ha effettuato la vaccinazione contro il vaiolo, che in Italia è stata ufficialmente sospesa nel 1981. In Spagna è partita la caccia al vaccino, tanto che il ministero della salute è già pronto all’acquisto di alcune migliaia di dosi. L’obiettivo attuale sembra essere quello di somministralo ai contatti stretti dei casi fino ad oggi verificati, senza procedere con una campagna massiva di vaccinazione.

“In Italia gli over 50 sono sicuramente più protetti. Io eviterei la psicosi e la corsa al vaccino. Aspettiamo, vediamo come evolve la situazione e poi si decide. Dobbiamo ragionare a sangue freddo”, ha detto Matteo Bassetti, cercando di frenare gli allarmismi eccessivi per una possibile epidemia che, comunque, ha caratteristiche di contagio diverse rispetto al coronavirus, che ha segnato gli ultimi due anni nel mondo. “Dato che il virus si trasmette per contatto diretto o molto stretto, i focolai tendono generalmente ad autolimitarsi”, ha specificato Gianni Rezza, direttore prevenzione del ministero della Salute. Intanto nuovi casi sono stati registrati anche in Canada e in Francia, mentre a New York sono ancora in corso le indagini su due pazienti che mostrano sintomi compatibili.

Pubblicato da edizioni24

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